Sta nascendo una Roma in cui ogni tassello sembra andare al suo posto. Curiosamente, si prendono terzini sinistri per il ruolo di terzino sinistro, registi per la cabina di regia e portieri da mettere tra i pali. Serve un centravanti? Si segue Higuain. Un esterno d'attacco? Piace Suso. Sembra banale, ma l'anno scorso non è stato così, per lo meno quando Nzonzi è arrivato a sostituire Malcom e Pastore per trovare la mezzala che serviva. Manca però ancora qualcosa e in questo senso Paulo Fonseca è stato chiaro. Nessuna dichiarazione pubblica, al contrario di quello che ha già cominciato a fare Conte, ma molte indicazioni private. E la più evidente è che al centro dell'attacco vuole un vero e proprio punto di riferimento internazionale. Uno alla Higuain, per capirsi.

La formula per il Pipita

Così la Roma ha cominciato a ragionare in termini diversi rispetto alle prassi rispettate negli anni più recenti, quando un investimento oneroso su un trentunenne (32 a dicembre), perdipiù non nella fase più brillante della sua carriera, non sarebbe stato neanche preso in considerazione. Stavolta invece l'insistenza dell'allenatore ha portato la Roma almeno a ragionare sul tema, ovviamente cercando di restare sul terreno della praticabilità finanziaria: escludendo dunque che si possano investire (in nessuna formula, neanche pluriennale) i 37 milioni per cui adesso l'argentino è a bilancio per la Juve, l'unica soluzione intravista sarebbe quella di abbattere drasticamente il costo combinato tra ammortamento e ingaggio (attualmente 18 milioni l'anno). E quindi attendere un rinnovo di contratto (con la Juve) allungando la scadenza al 2023, riducendo il compenso a 4 milioni netti all'anno, massimo 4,5, definendo un prezzo congruo per il prestito annuale (congruo, quindi non troppo oneroso: 5-6 milioni) e un riscatto condizionato solo a determinati exploit personali e/o di squadra (non conosciamo i dettagli, ma possiamo immaginare che si ragioni sulla conquista di un titolo o anche il ritorno in champions col suo contributo determinante), e comunque a un costo accessibile per la Roma (massimo, i 20 milioni che oggi si chiedono per Dzeko). Insomma, Petrachi non vuole bruciarsi, caricando sulle spalle del club una scelta rischiosa. Se dovrà risolvere un problema alla Juventus - che, come dimostra la scelta di togliere al Pipita il numero nove anche nella tournée asiatica, non vede l'ora di liberarsene - vuole almeno spostare la responsabilità del rischio sui dirigenti juventini.

Le fantasie su Icardi

In tutto questo si inserisce la suggestione Icardi che nel balletto dei numeri nove sembra per l'appunto destinato alla Juventus. Ma quando i rapporti tra la Roma e l'Inter erano ancora caldi (prima dell'irrigidimento di Petrachi e Fienga sul costo del cartellino di Dzeko: venti milioni oppure resta con noi) l'ipotesi di uno scambio tra centravanti con solido conguaglio a favore dell'Inter era stata considerata. Il problema insormontabile sembrava essere solo la volontà di Mauro di andare alla Juventus. Così può starci che qualcuno se ne sia voluto sincerare di persona, incontrando Wanda Nara (non ieri, con Fienga a Boston per accompagnare il figlio e per fare un punto generale con Pallotta, semmai la scorsa settimana). Escluso in ogni caso che sia stato Petrachi (ieri alla Roma fioccavano smentite) potrebbe essere stato Giuffrida, un procuratore che lavora spesso con la Roma. Ma ha smentito anche lui. E comunque lui con Wanda ha collaborato anche per altri aspetti e quindi se nel recente soggiorno romano della signora Icardi può averci preso un caffè, al di là delle inevitabili smentite, non ci sarebbe neanche niente di male. Resta da capire se Icardi ha reali chances di vestire la maglia della Roma: e al momento la percentuale non può essere superiore al 5%. E Petrachi resta all'erta.

La strada per Suso

Nel frattempo però si seguono altri obiettivi. E a Fonseca manca ancora un quarto attaccante esterno, avendo già Perotti, Kluivert e Ünder. L'obiettivo neanche più nascosto è lo spagnolo Jesus (Joaquín Fernández Sáenz de la Torre) Suso, l'esterno del Milan che ama giocare accanto alla punta centrale, rientrare da destra sul sinistro e calciare in porta o tagliare per il compagno sul secondo palo. E a chi avesse ancora dei dubbi sul profilo, consigliamo di vedere le amichevoli della Roma e valutare come sin da queste prime battute Fonseca abbia chiesto ai suoi esterni di fare esattamente quei movimenti. Ma Suso ha una clausola di 40 milioni e la Roma potrebbe essere disposta a pagarla a patto di riconoscere la stessa valutazione a Schick, l'attaccante che non convince Fonseca e che sarebbe invece entusiasta di tornare a lavorare con Giampaolo. Una megaoperazione che potrebbe soddisfare tutti. Ci si sta lavorando.