Il Madagascar è una nazione particolare. Un'isola staccatasi milioni di anni fa dall'Africa e dall'India (quando erano unite nel supercontinente Gondwana), la cui popolazione, di etnia malgascia, si è insediata nel territorio circa 2000 anni fa, avendo origini malesi e indonesiane. Lo stato malgascio è uno dei più poveri del mondo, con un reddito pro-capite di circa 1600 dollari l'anno. 

Mentre la maggior parte delle persone conoscono il Madagascar per la famosa serie di film di animazione della DreamWorks (e per i lemuri), pochi sanno che la nazione ha ottenuto la propria indipendenza nel 1960, quando è terminata ufficialmente l'occupazione coloniale francese

58 anni dopo, proprio un francese, Nicolas Dupuis, ha condotto la nazionale di calcio del Madagascar alla ribalta, ottenendo la prima storica qualificazione alla fase finale della Coppa d'Africa

Gli Scorpioni (soprannome dato alla nazionale malgascia) giocano tra Francia, Belgio, Egitto, Madagascar e Sudafrica. Ma giocare a calcio, in Madagascar, non è certo la pratica più diffusa. Tra i malgasci (25 milioni, stando alle ultime rilevazioni) lo sport tradizionale è la savika, una specie di corrida praticata con gli zebù. Seguono il rugby, il basket e una variante francese del gioco delle bocce (la pétanque)

Dopo la vittoria di ieri per 1-0 contro la Guinea Equatoriale, però, il Madagascar si è finalmente fissato nella mappa del calcio internazionale per le giuste motivazioni. 16 anni fa (31 ottobre 2002) entrò infatti nel Guinness dei Primati la vittoria dell'Adema per 149 a 0 contro l'Emyrne: 149 autogol, per protestare contro un "complotto" ai danni della squadra ospite per impedire loro la vittoria del campionato e favorire l'Adema. 

La capitale malgascia, Antananarivo, ha potuto festeggiare ieri la prima storica impresa degli "scorpioni", che saranno tra le principali attrazioni della prossima Coppa d'Africa (in programma per la prossima estate in Camerun).