Immaginare Agostino Di Bartolomei bambino, non il campione dalla punizione imparabile, non l'indimenticabile capitano della Roma di Nils Liedholm, non il combattente sconfitto della finale con il Liverpool, ma un ragazzino con il sorriso timido che con il pallone tra i piedi trova il modo di esprimere se stesso e di entrare in relazione con gli altri.
Un ragazzino che da subito dimostra la serietà, la generosità e la visione di gioco che lo condurranno da un campetto di periferia fino al prato dell'Olimpico, ma che quel sorriso gentile se lo porterà appresso anche con uno stadio intero che grida forte il suo nome.
È questo l'Ago protagonista del piccolo albo illustrato appena uscito in libreria per Biancoenero edizioni con le parole, poche, asciutte ma piene di amore, di Giulia Franchi e le illustrazioni di Massimiliano Di Lauro, pugliese dal cuore giallorosso capace di unire al segno veloce del pennarello, che richiama il disegno infantile, citazioni capaci di commuovere i romanisti di ogni età.

C'è la voglia di rendere omaggio ad Agostino, al Capitano di ieri e di sempre, di raccontarlo ai bambini di oggi, di dare forma ai ricordi di chi ne ha vissuto gioie e delusioni ma anche di chi, come gli autori, troppo giovane per vederlo scendere in campo, è cresciuto nel suo mito. Ma c'è soprattutto l'urgenza di dare voce e colore a un'altra idea di calcio che nell'abnegazione, nell'altruismo, nella passione assoluta ma schiva di Di Bartolomei trova la sua massima espressione. E il desiderio di permettere a ogni bambino e a ogni bambina di trovare in quel piccolo Ago un pezzetto di sé, di scoprire nella propria timidezza un punto di forza, di imparare a cercare la propria strada, a lottare per i propri sogni e a capire cosa vuol dire essere una squadra.
«È necessario che tutti comprendano che nel calcio, per raggiungere determinati livelli, si deve giocare con grande altruismo, per e in funzione del proprio compagno. Nel calcio si vince insieme, la squadra e chi le sta intorno: riserve, massaggiatore, allenatori– siano essi professionisti o semplici amatori – e aiutarsi è il primo dovere di tutti, dentro e fuori dal campo, sempre». Così scriveva Agostino Di Bartolomei nel suo "Il manuale del calcio", uscito postumo nel 2012 con la bellissima prefazione del figlio Luca.
È quella necessità di essere insieme, di riconoscersi, di aiutarsi, che il piccolo Ago, quasi solo abbozzato ma subito riconoscibile con il grande sopracciglio nero, porta con sé, dall'oratorio fino al «campo vero, con l'erba tagliata, le linee bianche e le reti al posto degli zaini». Un modo di stare al mondo sempre più raro che va oltre il tifo e il calcio, e che «Ago. Storia di un capitano» cerca di raccontare, con leggerezza e amore, a piccoli e grandi.

"Ago. Storia di un capitano"
Testo di Giulia Franchi,
Illustrazioni di Massimiliano Di Lauro,
Biancoenero edizioni, ottobre 2018