Quella contro lo Spezia sarà l'ultima partita della stagione per la Roma e l'ultima in maglia giallorossa per più di un giocatore. A partire da Bruno Peres, in scadenza di contratto il 30 giugno e pronto ad accasarsi dai turchi del Trabzonspor, come ha svelato lo stesso presidente del club. Pronto a fare le valigie anche il connazionale Juan Jesus: anche l'ex Inter si svincola il prossimo mese, così come i due portieri Mirante e Farelli. Ci sono poi un paio di giocatori che, pur avendo ancora uno o più anni di contratto, non rientrato nel nuovo progetto tecnico che vedrà José Mourinho in panchina: si tratta degli argentini Pastore e Fazio, quasi mai in campo in questa stagione, ma con ingaggi che pesano non poco sulle casse del Club.

Partiamo da Bruno Peres, che al Picco è atteso titolare: l'ex Torino è in ballottaggio con Santon per un posto sulla fascia sinistra, ma di sicuro giocherà almeno uno spezzone; come nel derby, è prevista una staffetta con il collega di reparto italiano. Altra stagione con tante ombre e poche luci per il numero 33, rientrato a Roma un anno e mezzo fa e preferito da Fonseca a Florenzi: due gol e quattro assist per il trentunenne di San Paolo, che però ha riconfermato i noti limiti in fase difensiva. Al di là di questo, ha cercato sempre di dare il massimo per la squadra, mettendosi a disposizione dei vari tecnici, e vorrà salutare la Capitale nel migliore dei modi, centrando la qualificazione in Conference League.

È destinato invece alla panchina Juan Jesus, finito ai margini del progetto giallorosso negli ultimi due anni. Ma il suo attaccamento alla maglia, spesso ribadito sui suoi profili social, dimostra come il ventinovenne di Belo Horizonte si sia affezionato alla causa romanista. Domani potrebbe giocare uno spezzone, se le circostanze lo richiederanno, ma al centro della difesa agiranno Mancini e Kumbulla, reduci da belle prestazioni individuali nel derby.

Come Jesus, ha giocato sempre meno nelle ultime due stagioni Federico Fazio, rispolverato soltanto di recente da Fonseca. Ma i tanti infortuni e la carta d'identità porteranno la Roma e l'argentino a separarsi un anno prima della naturale scadenza del contratto; c'è però da trovare un acquirente. Così come per Javier Pastore, falcidiato dagli infortuni e alle prese con un'anca che quest'anno lo ha tenuto in infermeria fino a gennaio. A Trigoria c'è necessità di ridurre il monte ingaggi, soprattutto per quanto riguarda le cosiddette "seconde linee": i loro stipendi, frutto di vecchi adeguamenti, oggi gravano sulle casse giallorosse.