Dicono che Mou abbia già emesso la sua prima sentenza. E quando il portoghese sentenzia, è sempre meglio starlo ad ascoltare. Special One, sostengono i bene informati, avrebbe detto che nessuno si deve azzardare a toccare Borja Mayoral. Roba che se qualcuno si fosse azzardato a dirlo quando il centravanti spagnolo fece le valigie a Madrid, sponda Real, direzione Trigoria, in molti l'avrebbero preso per pazzo. E invece il ragazzo che è cresciuto a pane e Real, comunque madridista anche quando è andato in esilio prima in Germania al Wolfsburg e poi in Spagna al Levante, in questa sua prima stagione giallorossa, partita dopo partita, gol dopo gol, sta facendo ricredere anche i più scettici. Capocannoniere stagionale della Roma con diciassette pappine, con la doppietta di ieri dieci in campionato quanti ne ha fatti Mkhitaryan (nessuno come loro), altri sette in Europa League che poi è stato il palcoscenico in cui si è messo inizialmente in luce. Il Crotone è stato la sua vittima preferita, due gol a casa loro, altrettanti ieri all'Olimpico. Il primo all'inizio della ripresa: l'armeno arriva sul fondo a sinistra, capisce il movimento dello spagnolo, gli mette il pallone sul sinistro e Borja, senza pensarci neppure una frazione di secondo, lo impatta di prima non lasciando il tempo a Cordaz neppure di rendersi conto di quello che stava succedendo. Il secondo al tramonto della partita (gol che potrebbe avere un certo peso per la differenza reti se si dovesse arrivare a fine campionato a pari punti con il Sassuolo). Zalewski verticalizza da giocatore che sa quello che fa, lo spagnolo controlla il pallone, dribbla verso l'interno e poi di destro, a conferma di come abbia entrambi i piedi, prende di nuovo controtempo il portiere del Crotone sul suo palo confezionando la manita romanista. Sono numeri, quelli dello spagnolo, che ne fanno, a paletti, il miglior vice Dzeko nei sei anni in cui il bosniaco ha vestito la maglia giallorossa. Al punto che, pur partendo da riserva designata, Borja ha messo insieme numeri migliori rispetto al terzo cannoniere di tutti i tempi della nostra storia.

E ora il dilemma, si fa per dire, che Tiago Pinto e la società dovranno sciogliere è questo: riscattare o non riscattare nel prossimo giugno il centravanti spagnolo? I numeri li conosciamo. L'estate scorsa, quando la Roma materializzò l'arrivo di Borja, dopo una serie di difficoltà che fecero temere più di una volta la fumata nera, la formula trovata per il brindisi fu quella del prestito biennale pagabile con un milione a campionato. Contemporaneamente, però, il contratto prevede la possibilità per il club giallorosso del riscatto dello spagnolo: quindici milioni dopo il primo anno, venti dopo ventiquattro mesi. Una differenza di cinque milioni che non è proprio una sciocchezza e che potrebbe consigliare il club giallorosso di dare seguito alla sentenza di Mourinho e, quindi, diventare proprietaria del cartellino dell'attaccante già la prossima estate, cioè aggiungendo quattro milioni all'uno che, in ogni caso, la Roma dovrà garantire al Real Madrid per avere in leasing, diciamo così, Borja per un'altra stagione. Tiago Pinto, per quello che sappiamo, sarebbe pure disposto ad acquistare subito il giocatore, solo che al momento non ha certezze per una questione di budget. Perché quello che c'è dovrà essere indirizzato in alcuni ruoli (portiere, esterno difensivo, centrocampista) che in questo momento hanno più bisogno di un intervento. Se però, come tutti si augurano a Trigoria, in sede di mercato, la Roma riuscirà a concretizzare una serie di uscite, allora si potrà intervenire pure per acquistare il cartellino del capocannoniere stagionale della Roma. Cessioni che portano il nome di Under, Kluivert, Olsen, Nzonzi e Florenzi, i cinque nomi principali che la società giallorossa ha in prestito in giro per l'Europa. Anche se c'è da dire che Mourinho, Florenzi (se il Psg non lo riscatta) e Kluivert potrebbe pure tenerli. Così come, da sentenza, Borja Mayoral.