Da Torino a Torino. Dal ritorno alle trasferte libere, alla trasferta libera tutti. Quella che sancisce un record assoluto. Undici vittorie consecutive lontano da casa, undici trionfi per la Roma accompagnata e guidata dai suoi tifosi. Unitisi vince. Era il 14 aprile 2013, proprio in occasione della trasferta di Torino contro i granata, che ai romanisti fu concessa la possibilità di tornare in trasferta liberamente. Senza limitazioni di sorta, grazie alla "Away Card", in una battaglia sacrosanta, sostenuta da tifosi e società. Fianco a fianco, sia pure in autonomia, ognuno con la propria identità. Per il bene supremo: la Roma.

Anche in quell'occasione la squadra vinse (2-1), e chi crede sia stato soltanto un caso non conosce le leggi magiche regalate dal legame fra questa squadra e il suo popolo. «Voglio solo star con te», il coro che riscuote maggior successo in Curva Sud come nei settori lontani dall'Olimpico, è ancora una volta la colonna sonora dei successi giallorossi. Si intona e come per incanto, Dzeko guida la rimonta a Stamford Bridge. S'intona a Torino, e Kolarov regala un'altra delle sue perle. È un incanto che prosegue. «Voglio vincere», che non è un grido disperato, né un'esigenza figlia del mito incapacitante mainagioista. È un sogno mai sopito, una speranza, è voglia di trascinare la Roma e di lasciarsi trascinare dalle prodezze dei suoi giocatori. È unità d'intenti. Espressa con un atto d'amore. L'ennesimo.

«E cantar per te», come si fa per la propria metà. Una dedica dal cuore. E quel «voglio vincere» mai come ora è recepito dalla squadra. Elegante e splendida, quanto tosta e cazzuta , a seconda di quello che serve, che regala grande bellezza come a Londra e sa vincere partite "sporche" come contro i granata. Perciò fa innamorare. Lo avevano urlato al mondo in quello striscione del 2013: «Certi amori non finiscono». Non potrebbero. Non possono. Non sono mai finiti fra la Roma e il suo popolo. «Fanno dei giri immensi e poi ritornano», era il seguito dello striscione. Come torna la vittoria nello stadio "Grande Torino" (proprio quattro anni fa l'ultima), dove di grande si è visto tanto in quel settore ospiti. Pieno come sempre. Come a Londra. Come nelle altre trasferte, lontane o vicine, in sfide di cartello o in partite di minor richiamo. Per gli altri. Perché chi ha la Roma nel cuore, la segue a prescindere dal nome dell'avversario.