Doveva essere il nove in grado di far rifiatare Dzeko. Il centravanti di scorta di una Roma che comunque si sarebbe affidata al bosniaco. Borja Mayoral, invece, ha ribaltato le premesse. Con merito. E grazie anche a una serie di imprevisti che hanno visto protagonista Dzeko, il Covid, il duro litigio con Fonseca, un infortunio muscolare. Tutto vero, ma lo spagnolo arrivato dal Real Madrid, è stato bravo a cogliere l'attimo fuggente. Carpe Diem e Borja si è trasformato in un valore aggiunto. Al punto di aver messo insieme, fin qui, numeri migliori rispetto a Dzeko, quasi mettendone in dubbio il ruolo di titolare.

Lo certificano, come detto i numeri. Borja nelle quarantatrè partite ufficiali giocate dalla Roma in questa stagione, ha messo insieme trentasette presenze con un minutaggio complessivo che somma 1895. E oggi a Torino toccherà di nuovo a lui. Dzeko è fermo a trenta presenze con un tempo in campo inferiore di quaranta minuti rispetto allo spagnolo. Numeri che diventano ancora più esaltanti per Borja, se si prendono in considerazione i gol realizzati dai due centravanti della rosa fonsechiana. Lo spagnolo ne ha messi insieme quattordici, equamente divisi tra campionato e Coppa Italia, il bosniaco con quello all'Ajax di giovedì scorso (peraltro importantissimo) è salito a undici reti stagionali con una media di una rete ogni 168 minuti, mentre Borja ne ha realizzata uno ogni 135 minuti. Con questo, sia chiaro, non vogliamo dire che Borja abbia superato il maestro. Troppo dovrà fare prima di poter affrontare un paragone da vincente. Dzeko rimane un campione, Borja sta lavorando per diventarlo. Semmai quello che vogliamo sottolineare è che il ragazzo arrivato da Madrid, si sta rivelando un valore in più, un giocatore su cui puntare anche per il futuro, un ragazzo che è stato capace di calarsi nel ruolo di riserva ma con l'obiettivo di mettere in imbarazzo l'allenatore nelle sue scelte. In qualche maniera c'è riuscito. Soprattutto ha convinto per la capacità di saper capire i suoi errori per poi migliorare. Questo, del resto, ha detto la sua stagione. Basti ricordare, per esempio, le sue primissime partite con la maglia giallorossa. Tutto furono meno che un successo, al punto che più di qualcuno prematuramente lo bocciò nella convinzione che non sarebbe mai potuto diventare un protagonista con la maglia della Roma.

Borja Mayoral quei giudizi affrettati li ha incassati senza battere ciglio, ha continuato a lavorare e, partita dopo partita, volendo anche gol dopo gol, è migliorato trasformandosi di fatto in un titolare aggiunto. Quello di sapersi migliorare, imparando dai propri errori, è uno degli aspetti che piacciono di più a qualsiasi allenatore. Perché certificano professionalità, impegno negli allenamenti, intelligenza calcistica. Borja Mayoral tutto questo lo ha dimostrato e Fonseca glielo ha riconosciuto sempre. Ed è diventato un attaccante di scorta come forse la Roma non ha mai avuto, soprattutto grazie a numeri al di sopra di ogni sospetto. Lo ha dimostrato anche contro l'Ajax. E' stato mandato in campo a dieci minuti dal novantesimo. Li ha giocati come fossero quelli decisivi per la sua carriera. Da applausi. Oggi pomeriggio, a Torino, guiderà di nuovo l'attacco giallorosso avendo come obiettivo quello di aggiungere un'altra tacca ai suoi meriti. Che gli sono stati, peraltro, riconosciuti. Tanto è vero che Tiago Pinto, e quindi la Roma, è sempre più tentato dall'idea di riscattarlo già alla fine di questa stagione, quando sarà possibile acquisire il cartellino dal Real per la cifra di quindici milioni. Come da contratto firmato l'estate scorsa che, a fronte di un prestito biennale da un milione a stagione, prevedeva appunto un diritto di riscatto a quindici dopo dodici mesi e a venti a giugno del prossimo anno.

A Trigoria l'intenzione di esercitare l'opzione subito già c'è, come oltretutto c'era quando il giocatore è stato preso visto che il club giallorosso gli ha fatto firmare un contratto con scadenza il trenta giugno del 2025 (il legame con il Real è fino al 2023). Molto dipenderà dal budget che Pinto avrà per la prossima campagna acquisti. Se il dirigente portoghese riuscirà a vendere al giusto prezzo i tanti calciatori considerati in esubero (i prestiti Florenzi, Kluivert, Under, Olsen, Nzonzi, più Santon, Pastore, Fazio), è molto probabile che Mayoral tra qualche mese diventi un giocatore di proprietà della Roma. Lui, attraverso il suo procuratore, ha già fatto sapere di essere felicissimo di continuare a vestire la maglia giallorossa. Qui ha trovato la fiducia che a Madrid faticava ad avere. Vuole continuare con la Roma, anche per dimostrare al Real di essersi sbagliato lasciandolo andare via senza neppure porsi il dubbio. Vuole proseguire nel suo percorso di crescita che lo ha portato a essere già più di un'alternativa a un certo Dzeko. E vuole dimostrarlo anche oggi a Torino contro i granata.