Si cerca di capire, un tassello per volta, come l'artigiano di Sambuceto stia cercando di modellare la Roma che sia abbastanza forte sulle gambe per uscire dalle sabbie mobili in cui sta rischiando di incagliarsi in questo inizio di cammino, mentre davanti la Juventus ha già cominciato ad andare col suo passo regolare.

E l'idea per l'attacco al momento sembra sia quella di affidarsi a un turn over moderato con Dzeko intoccabile al centro dell'attacco, Ünder in campo intanto domani col Chievo (e, se si guadagna la conferma, anche a Madrid) e una probabile alternanza tra El Shaarawy (in campo domani) e Perotti (che dovrebbe invece trovare spazio a Madrid). Schick, in attesa di recuperare la migliore condizione dopo il risentimento muscolare, resterà in panchina, mentre Kluivert è lì, pronto a giocarsi le sue chances qualora l'allenatore gliene darà la possibilità.

Di questi tempi peraltro pensare di organizzare un turn over da una partita all'altra è sempre esercizio troppo ambizioso. Basti pensare alle prime tre partite ufficiali: Di Francesco è arrivato all'esordio in campionato a Torino con un'idea, l'ha cambiata con l'Atalanta (Pastore in mezzo non gli dava troppe garanzie e l'ha spostato alto), a metà gara è passato ad altro assetto, a Milano ne ha scelto un altro ancora e all'intervallo ha cambiato di nuovo.

C'è chi li chiama esperimenti, lui preferisce pensare che sia la naturale evoluzione di un lavoro per l'appunto da artigiano, solo che intorno alla sua bottega s'ammassano in tanti con la pretesa di spiegargli come debba giocare la Roma e lui lavora, lavora, lavora, ignorando tutti i consigli e provando assetti e giocatori.
Non che, a dir la verità, l'attacco in questa prima fase di stagione abbia mai convinto realmente.

Considerando nel conteggio anche le amichevoli (escludendo magari l'iniziale 9-0 con l'improbabile Latina affrontata il 14 luglio), la Roma ha segnato appena una rete a partita con due eccezioni: i 4 gol segnati al Barcellona a Dallas (di cui 3 però maturati nel quarto d'ora finale, quando in campo c'erano le terze linee della squadra di Valverde) e i 3 segnati all'Atalanta, di cui due nell'assalto della ripresa dopo lo choccante 1-3 del primo tempo. A segno in campionato sono andati tre difensori (Florenzi e Manolas con i bergamaschi e Fazio a Milano) e due attaccanti con altrettante prodezze (Dzeko a Torino con quel magnifico destro al volo, Pastore di tacco in apertura con l'Atalanta), mentre il più prolifico dei bomber del precampionato era stato Patrik Schick, autore di 5 reti (3 con il Latina).

Come minutaggio in campionato Dzeko non ha saltato neanche un minuto, è già a quota 180, intoccabile assoluto, come accaduto anche tutta la scorsa stagione. E salvo sorprese sarà titolare sia col Chievo sia a Madrid. Ünder è a quota 160 (a Milano è rimasto in panchina), Schick a 122, El Shaarawy a 105, Kluivert appena a 65: i 20 decisivi col Torino e i 45 produttivi con l'Atalanta. Al netto, purtroppo, dell'errore finale che avrebbe potuto dare la vittoria.