La Roma extralarge allestita da Monchi consente a Di Francesco di avere almeno due alternative valide in ogni ruolo (e in qualche caso anche tre). In un virtuale gioco delle coppie abbiamo analizzato uomini e soluzioni per ogni posizione del campo. Dopo la difesa (LEGGI QUI), passiamo al centrocampo:

De Rossi & Nzonzi

Roba forte. Il Capitano e tanto altro da una parte, il francese fresco campione del mondo dall'altra. Nel quattro-tre-tre i due sono inevitabilmente in alternativa, con un altro modulo, soprattutto il quattro-due-tre-uno, potrebbero essere proposti come accoppiata davanti alla difesa, anche se caratteristiche tecniche e passo potrebbero essere non ideali per formare una coppia tipo De Rossi-Pizarro. L'impressione è che, prima o dopo, in qualche partita li vedremo insieme, ma almeno per i primi tempi uno dovrà guardare l'altro giocare. Del resto il francese è stato acquistato a una cifra importante, anche in considerazione del fatto che il biondo di Ostia nel luglio scorso ha spento trentacinque candeline sulla torta di compleanno. E pensare che non abbia bisogno di qualche sosta al box, soprattutto se come sembra dovesse tornare a vestire la maglia azzurra, sarebbe perlomento presuntuoso e pericoloso. Questo per dire che ci sarà bisogno di entrambi, magari pure il prossimo anno quando potrebbe esserci ancora De Rossi.

Cristante & Pellegrini

Giovani e forti. Un dualismo che, soprattutto in prospettiva, è di assoluto livello. Basti dire che, oggi come oggi, hanno parecchie probabilità di essere i due interni di centrocampo della Nazionale di Roberto Mancini. Uno, Cristante, più offensivo, l'altro, Lorenzo Pellegrini, giocatore forse più a tutto campo, ma con una capacità di inserimento che è di pochi. Uno, Cristante, costato un notevole investimento di mercato, l'altro, Pellegrini, cresciuto nel settore giovanile e che percepisce il giallorosso come una seconda pelle. Uno, Cristante, reduce da una straordinaria stagione con l'Atalanta dove è stato il miglior centrocampista ita

Pastore & Strootman

Qualità e quantità. In abbondanza. È vero che, considerando la coppia precedente, i quattro sono intercambiabili, nel senso che si possono immaginare tutte le coppie possibili tra questi quattro giocatori e potrebbero andare bene tutte. Un'abbondanza, peraltro, che è la conseguenza della scelta ufficializzata da Di Francesco sin dai primi giorni del ritiro. Quando cioè ha battezzato Pastore intermedio di centrocampo, sperando che in quel ruolo l'argentino possa garantire quella qualità che nel passato campionato, in più di un'occasione, è mancata. In questo inizio di campionato Pastore sarà l'intermedio di sinistra, magari giocando con lo stesso Strootman come è successo nella prima di campionato contro il Torino. L'olandese è un giocatore che gode di grande stima da parte dell'allenatore che lo considera, dal punto di vista tattico, tra i migliori che ci siano in circolazione. Tornerà utile pure lui, avendo oltretutto la speranza che possa tornare quello dei suoi primi sei mesi romanisti. Dovesse succedere, una maglia sarà la sua. Sempre.