L'incubo è Duisburg, o per meglio dire il Siviglia, l'avversaria che l'anno scorso, nell'anomalia dell'inedito agosto calcistico che abbiamo vissuto, ha sbattuto fuori la Roma di Fonseca dall'Europa League prima di andare a vincere la competizione superando pure l'Inter in finale. Questo per la squadra giallorossa è un nervo scoperto, considerando che da quando si chiama Europa League il massimo piazzamento raggiunto sono stati proprio gli ottavi l'anno scorso (ai sedicesimi era stato battuto, a fatica, il Gent).

E se è vero che in Coppa Uefa c'è stata pure quella indimenticabile finale ancora con l'Inter nel ‘91, come pure è vero che la Coppa delle Fiere vinta in finale col Birmingham (con la vittoria per 2-0 nella gara di ritorno all'Olimpico l'11 ottobre 1961) è stata sicuramente la progenitrice dell'attuale competizione, è però altrettanto vero che le frequenti delusioni patite nelle escursioni europee hanno portato alla fine a vivere una sorta di complesso d'inferiorità che la bella squadra di quest'anno potrebbe anche provare ad archiviare. Basterà un buon risultato stasera al Municipal di Braga (calcio d'inizio ore 18,55 ora italiana, le 17,55 locali) per non correre troppi rischi nella gara di ritorno tra una settimana e poi si penserà al futuro.

Pare facile, a dirlo così. Ma facile non sarà perché la squadra che la Roma si troverà di fronte sarà un avversario complicato, terza in un campionato guidato dal Porto che ieri sera ha strapazzato la Juventus, e il Braga col Porto ha pareggiato due volte in pochi giorni. Sono terzi, un po' come la Roma, e hanno trovato una bella quadratura tattica giocando col 3421, un po' come la Roma, e danno il meglio di loro stessi quando incontrano squadre di medio-bassa levatura, un po' come la Roma, e amano sviluppare un gioco corale fatto di buon palleggio verticale partendo sempre dal basso, un po' come la Roma.

Mettiamoci pure che in Portogallo Braga è chiamata la "Piccola Roma" e, come conferma anche Wikipedia, nasce come insediamento romano col nome "Bracara Augusta" e sembrerà quasi di giocare allo specchio. In più la maglia rossa la metteranno loro, stavolta Dzeko e compagni indosseranno quella nera che quest'anno è stata utilizzata solo due volte (con Cska e Sassuolo) e sono state le uniche due volte in cui il risultato finale è stato senza gol (anche a Verona finì 0-0, prima che il giudice trovasse da ridire sulle liste, condannando dunque la Roma al 3-0 a tavolino). Ma niente scaramanzia, la Roma deve puntare al bersaglio grosso, e visto che l'urna del sorteggio avrebbe potuto essere meno accogliente, adesso bisogna onorare l'assist della buona sorte.

Al centro dell'attacco ci sarà Dzeko e i tifosi sperano di poter condividere con lui il largo sorriso mostrato ieri mattina nell'allenamento di rifinitura. Sereno è apparso anche Fonseca nella conferenza stampa di ieri sera, molto più sorridente del solito, sarà l'aria di casa. Dolci ricordi lo accompagnano in questa trasferta, sulla panchina del Braga vinse una coppa nazionale (la prima, dopo 50 anni di storia del club) battendo peraltro in finale il Porto, sua ex squadra. Contro il Braga è già tornato a giocare con lo Shakhtar, la squadra ucraina dove si trasferì proprio dopo quella vittoria. Vincendo 4-2 al Municipal li eliminò dalla competizione. E stasera vorrà ripetersi.

In questo stesso stadio Cristante invece ci ci ha già perso due volte, venendoci a giocare in campionato e in coppa con la maglia del Benfica, dove militava anche Gaitàn, attuale numero dieci del Braga. Il numero nove, invece, Abel Ruiz, stato compagno di squadra di Carles Perez nel Barça B. Il bilancio della Roma con le squadre portoghesi (col Braga non ha mai giocato) è in equilibrio: sei vittorie, cinque pari e cinque sconfitte. Con il Porto ha rimediato però due eliminazioni in Champions League, in panchina c'erano Spalletti e Di Francesco.