Fabrizio Tumbarello, classe 1970, giornalista, alla Rai dal 2000, a Rai Sport dal 2012, bordocampista da 5-6 anni, l'ultima all'Olimpico due sere fa, per Roma-Spezia. Pensava fosse una delle serate più semplici della sua carriera, ma a un certo punto ha preso la parola e dato un annuncio che ha tramortito i romanisti, assumendosi una responsabilità enorme: «Attenzione, c'è un colpo di scena, la Roma non avrebbe potuto effettuare il sesto cambio: con i supplementari aumentano gli slot, ma non le sostituzioni che restano cinque. Perderà la partita a tavolino».

Neanche un condizionale: hai avuto la percezione di quello che stavi rischiando, Fabrizio?
«Sì, ed è per quello che ho atteso venti minuti prima di dare l'annuncio. Solo dopo tutte le conferme possibili, ho deciso di dirlo».

Spiega un po' com'è andata.
«Quando Pellegrini, mentre riceveva le indicazioni di Fonseca, si è accorto che sarebbe entrato Ibanez ha detto chiaramente "è il sesto, è il sesto", in qualche modo esplicitando i dubbi di tutti, anche il mio».

Quindi hai avuto percezione dell'errore.
«Immagino come tanti altri. Ma mi sono detto tra me e me, "si vede che c'è una deroga che mi era sfuggita". Ricordavo di aver letto il regolamento sulle cinque sostituzioni all'epoca del ritorno dopo il lockdown, in cui si parlava espressamente di cinque sostituzioni totali, mai sei, ma con la questione degli slot in più ho pensato che qualcosa fosse cambiato quest'anno».

Tutti hanno avuto dubbi, ma qualcuno ha risposto a Pellegrini di non preoccuparsi.
«Sì, Gombar e un collaboratore di Fonseca: gli hanno detto che era possibile fare il sesto cambio».

Solo a quel punto è entrato anche Ibanez, oltre a Fuzato.
«In panchina nessuno aveva dubbi, per loro era tutto legittimo».

E tu?
«Ho cominciato a chiedere in redazione di verificare. Alla fine è stato fatto un grande lavoro di gruppo».

Raccontaci.
«Io non potevo distrarmi, dovevo seguire la partita, così ho chiesto in redazione, ho chiesto a Pieri, mentre altri colleghi contattavano la Lega. Sono arrivate le prime conferme, ma ho chiesto di mandarmi copia del regolamento. Decisivo è stato l'intervento di Alberto Rimedio: era a Reggio Emilia per la partita di Supercoppa, era con i delegati della Lega, dicevano tutti la stessa cosa. La Roma si era sbagliata».

Prima di dirlo hai chiesto un'autorizzazione specifica?
«No, a quel punto avevo solo certezze, e ho deciso di dirlo. Se avessi sbagliato non sarei finito su Striscia La Notizia, ma mi avrebbero trascinato in tribunale probabilmente...» .