Complicato tornare a giocare poche ore dopo lo schiaffone rimediato nel derby? Dipende. Dipende da quanto uno riesce a farlo diventare più o meno complicato. Nel calcio esiste una sola medicina per guarire da tutti i mali: la vittoria. E per centrarla occorre, come prima cosa, mettere da parte il passato, anche quello più sereno dopo un successo, e pensare soltanto al presente. Complicato pure questo? Se sì, allora è meglio cambiare mestiere. Una sconfitta, seppur dolorosissima, non può condizionare il prosieguo della vita. Anzi, una sconfitta, seppur cocente, deve aiutarti a migliorare. A patto di aver capito come e perché si è arrivati a dover chinare il capo contro l'avversario. Il post ko non può rivelarsi il seguito del ko stesso.
Occorre saper mettere un punto e ripartire. Solo così diventa facile, o forse meno complicato, mandare in archivio le cose brutte. Contro lo Spezia la Roma per un tempo non ha saputo mettere un punto al derby. Stesso tran tran della stracittadina, stessa esibizione balbettante, a tratti indecente. E i due gol beccati nel primo quarto d'ora da uno Spezia inedito lo stanno a testimoniare. Due reti accompagnate da un'altra sfilza di allucinanti errori in fase difensiva. Incredibile, ma vero. Come se il derby non fosse mai terminato. Prima del fischio d'intervallo, comunque, Pellegrini ha conquistato e poi trasformato un calcio di rigore, dimezzando così lo svantaggio. Ma per la Roma situazione ancora imperdonabilmente molto delicata. Poi ci ha pensato Mkhitaryan a riportare la Roma in parità, dopo una serie infinita, e collettiva, di errori di mira. Strada in discesa, a quel punto? Macchè. Tempi supplementari. Dopo gli errori difensivi di avvio partita, tanti orrori in fase di finalizzazione. Tempi supplementari e subito due cartellini rossi nei primi secondi di gioco. Due rossi. Due rossi! E Roma in nove in meno di un minuto. Mai visto prima. Si diceva: complicato tornare a giocare dopo la mazzata presa nel derby? Dipendeva dalla Roma. E la Roma ha fatto di tutto per complicarsi la vita. Andando incontro sul campo a una figura talmente brutta da sembrare non vera. Prima ha regalato ciò che non avrebbe mai dovuto regalare, poi addirittura pure due uomini. Finendo fatalmente con l'essere eliminata. E toppando in maniera dilettantistica la tempistica e il numero dei cambi. Roba da prendere e mettere tutti i responsabili alla porta, al volo. È ora di fare un profondo esame della situazione e di coscienza. La Roma non può più, non deve più collezionare figure del genere. Costi quel che costi.