Basta un clic. Roma-Inter oggi è come un interruttore. Si entra in una stanza buia, si accende la luce e all'improvviso si disvela tutto quello che c'è dentro. Finora, e da qualche anno ormai, l'accesso ai primissimi posti della classifica, almeno in quelle parti della stagione in cui conta davvero essere tanto in alto, e quindi da gennaio in poi, alla Roma è più o meno precluso. È dalla stagione 2016-2017, e quindi da gennaio 2017, che in questa fase del campionato la squadra giallorossa è già tagliata fuori dalla massima ambizione calcistica, lottare per lo scudetto. Peraltro, quattro anni fa, chiuse il girone d'andata al secondo posto, ma sette punti dietro alla Juve poi campione con quattro punti di vantaggio. Alla diciassettesima giornata il Milan, che ieri sera ha battuto il Torino, guida la classifica con 40 punti. Dietro, a combattere per il posto d'onore Inter e Roma, divise da soli tre punti (33 e 30). Basta un clic: basta vincere oggi e la squadra di Fonseca sarebbe proiettata in un mondo nuovo, in un campionato avvincente ed equilibrato come non se ne ricordano da anni. Dietro ruggisce l'Atalanta (in quella fase dell'anno in cui pare giocare in 15 giocatori, ieri ha sfarinato il Benevento), accelera la Juventus (impegnata stasera col Sassuolo), spinge anche il Napoli (a Udine nel pomeriggio), ma la Roma resta sopra. A un clic dal 2° posto.
Basta un clic per vedere tutta quella luce, ma di certo spingere questo Inter-ruttore non sarà semplice. Di fronte la squadra che ha investito la somma maggiore di denaro negli ultimi due anni (fonte Transfermarkt: 290,3 milioni di spese per gli ultimi due campionati, per la Roma sono stati 174, ma il disavanzo tra uscite e entrate è stato per Suning di 141,5 milioni, per la Roma appena 23 milioni), di fronte l'allenatore di gran lunga più pagato d'Italia (12 milioni di ingaggio, quasi 10 più di Fonseca), di fronte la società con mezzi finanziari che parevano infiniti (ma le cronache di questi giorni raccontano che l'effetto della crisi si sta facendo sentire anche in Cina), di fronte il primo e il terzo attaccante quanto a valore di cartellino in Italia (90 milioni Lukaku, precede De Ligt a 75 e Lautaro e Dybala a 70, sempre fonte Transfermarkt), di fronte la squadra che è uscita in malo modo dalla Champions League e a cui è rimasto sostanzialmente un solo grande obiettivo, il campionato, e fino all'estate potrà concentrarsi esclusivamente su questo. Nei pronostici di inizio stagione nessuno pensava che la Roma potesse competere con l'Inter, scattasse quel clic sarebbe curioso oggi pomeriggio andare a risentire, o magari rileggere, i loro autorevoli pareri.

L'unica cosa saggia a cui deve pensare Fonseca è che nessuno, peraltro, sta pretendendo da lui il sorpasso (perché col punto di Verona, oggi vincendo la Roma andrebbe addirittura sopra l'Inter). Né può aver senso ripetere la storiella della Roma che soffre con le grandi: e con chi dovrebbe soffrire? Pretendere che la squadra giallorossa (e questo vale per tutti) vinca tutte le partite con le squadre tecnicamente inferiori e poi batta anche quelle superiori per dimostrare di non soffrire di alcun complesso è semplicemente ridicolo. Con Juventus e Milan la prestazione è stata assolutamente adeguata, con Napoli e Atalanta no. Il confronto di oggi dirà qualcosa in più. Può timbrare il passaporto per viaggiare verso un sogno o può semplicemente ribadire quel che sembrava ragionevole pensare fino a oggi: che Fonseca ha fatto un ottimo lavoro migliorando moltissimo le potenzialità di questa squadra, ma che l'obiettivo principale resta il quarto e ultimo posto utile per tornare a giocare in Champions League e per rialzare così il livello dei profitti. Dei precedenti e della storia di questa partita in questi giorni i lettori del Romanista hanno saputo abbastanza. Ci piace solo ricordare che neanche sei mesi fa una sciocchezza di Spinazzola nel finale ha negato alla Roma la vittoria, lui che dopo quella bocciatura nel mercato invernale pagherebbe di tasca sua per vincere. E proprio oggi l'esterno giallorosso torna in squadra. Il calcio offre sempre queste belle possibilità.