E sono sei. A Dzeko e Boer, positivi in prossimità della gara contro il Genoa, si sono aggiunti nella serata di lunedì Pellegrini e Fazio, mentre ieri è stato il turno di Santon e Kumbulla. Entrambi hanno comunicato la notizia dai propri profili social: «Ciao a tutti, dagli ultimi due tamponi che ho effettuato sono risultato positivo e ovviamente mi trovo in quarantena. Per fortuna mi sento bene e il mio pensiero è già rivolto ai miei compagni: non vedo l'ora di tornare a lavorare con loro», ha scritto l'ex interista, seguito a breve dal giovane albanese: «Ciao a tutti! Dall'ultimo tampone effettuato sono risultato positivo al Covid-19, ma per fortuna sto bene e non ho sintomi. Nessuno può dirsi totalmente al riparo da questo virus, vorrei quindi sensibilizzare tutti voi ad evitare comportamenti che potrebbero mettere in pericolo la vostra salute e quella degli altri. Un saluto a tutti i tifosi e un pensiero d'affetto a tutte le persone che stanno attraversando un momento difficile. Ci rivedremo presto in campo».

La lista di indisponibili si allunga ulteriormente, considerando anche gli stop di natura muscolare di Perez (problema al flessore), risalente alla scorsa settimana, e di Spinazzola (risentimento all'adduttore), eredità del match di Marassi. Fortunatamente nessuno dei due preoccupa: lo spagnolo dovrebbe essere in via di guarigione, anche se in questi casi è sempre preferibile il condizionale; gli esami clinici a cui si è sottoposto l'esterno italiano hanno invece escluso lesioni, facendo tirare un sospiro di sollievo a Fonseca, già alle prese con la conta dei giocatori a disposizione per queste due settimane di pausa del campionato appena cominciate. Una situazione d'emergenza cui è stato posto un freno preventivo dalla decisione della Asl Roma 2 di bloccare le partenze dei giocatori convocati dalle rispettive nazionali.

La contingenza continua a imporre massima attenzione, tanto che a scopo precauzionale nella seduta d'allenamento di ieri la squadra ha svolto in ogni suo componente lavoro individuale. L'appuntamento a Trigoria è fissato per questa mattina alle 10.30. Prima di scendere in campo, tutti i giocatori sono sottoposti al tampone rapido, prima di recarsi nello spogliatoio: in caso di positività, vengono immediatamente isolati e si procede al tampone molecolare. Una misura praticamente quotidiana fra quelle preventive adottate dal club, che ha investito molto sui controlli dei propri tesserati. Ma non è riuscita a impedire gli ultimi contagi. Eppure la Roma segue fin dalla prima fase della pandemia un protocollo interno rigidissimo, che si aggiunge a quelli imposti da Governo e Federazione.

Emblematici i recenti casi di Diawara e Calafiori, risultati positivi al rientro dai ritiri delle proprie nazionali nella sosta di ottobre. Trascorsi i 21 giorni canonici (una prassi per ogni cittadino, atleta professionista o meno), hanno entrambi terminato l'isolamento domiciliare nella scorsa settimana: prima il guineano, da sabato anche il ragazzo cresciuto nel vivaio di Trigoria. Tutti e due si sono sottoposti agli esami di idoneità, obbligatori per chi proviene da situazioni di positività, prima di tornare ad allenarsi (ancora in forma individuale). Ora sono negativizzati. Ma non è detto che l'attesa sia così lunga anche per i sei positivi più recenti. I recuperi cambiano a seconda di come reagiscono gli organismi, a prescindere dai sintomi. Sperando che i contagi siano finita qui.