Da un'Europa League lasciata sul più bello a una ritrovata. Questa volta potrà giocarla tutta senza condizioni Chris Smalling, ormai romanista fino in fondo. E proprio in fondo al mercato, dopo un lungo inseguimento. Reciproco.

Perché la Roma e l'inglese si sono piaciuti a prima vista, hanno trascorso un anno insieme in cui sembravano fatti l'una per l'altro e sono stati separati forzatamente a un passo dal match più importante della stagione, quello contro il Siviglia. Separati peraltro da chi al centrale con le treccine aveva rinunciato fin dall'estate precedente, eppure non voleva si accasasse in quella squadra di cui si era invaghito. Acqua passata.Il presente certifica che Smalling è a tutti gli effetti un giocatore giallorosso e con quella maglia che ha vestito, anelato e alla fine ritrovato, potrà adesso disputare campionato e coppe senza limitazione alcuna. Il solo freno che finora si è frapposto fra Chris e il secondo debutto con la squadra della Capitale è dovuto a un fastidio al ginocchio sinistro, una distorsione che lo ha messo fuori causa a una manciata di ore dal possibile ritorno in campo e gli ha impedito di giocare con Benevento, Young Boys e Milan (le tre partite disputate da quando è stato acquistato definitivamente). Ma il problema fisico è ormai alle spalle, come sancito anche da Fonseca alla vigilia, senza ricorrere a troppi giri di parole: «Smalling partirà titolare». E allora sotto con l'Europa League, per riprendersi subito quello che gli è stato tolto nello scorso agosto. Rientrerà a distanza di tre mesi dall'ultima gara disputata (sul campo della Juventus), contro il Cska Sofia, sulla carta avversario non proibitivo, ma comunque adatto a testare il suo stato di forma. «Non so se giocherà tutta la partita ma partirà dall'inizio, deve ritrovare la miglior condizione fisica», la conferma del tecnico portoghese.

Il numero 6 torna a giocare all'Olimpico, che per undici mesi è stato per lui una seconda casa, fra le continue ovazioni di quei tifosi che adesso se possibile lo amano anche più di prima. In pochi hanno voluto la Roma con la stessa serietà e costanza di Smalling: atteggiamento ovviamente più che apprezzato da queste parti. Purtroppo gli spalti saranno ancora vuoti e chissà quando si ripopoleranno di nuovo. Ma anche senza la spinta del proprio pubblico, la Roma ha il dovere di fare suo il match e ipotecare il passaggio al turno successivo, per gestire al meglio le energie psicofisiche nel secondo tour de force, in programma dopo la sosta di novembre, ancora più intenso di quello in corso: dal 22 novembre (giorno del trentunesimo compleanno di Smalling) al 23 dicembre, i giallorossi giocheranno dieci gare. Necessario che tutti siano al top. A partire proprio dall'inglese, che avrà il compito di fare da chioccia alla difesa dei giovani talenti. Ma intanto ritrova la sua centralità. In ogni senso.