Ricapitolando: Fabio Paratici è stato confermato dalla Juve fino alla conclusione di questa stagione (poi si vedrà); Ralf Ragnick dopo aver parlato per tutta l'estate, nell'ultima sua esternazione ha fatto il prezioso, facendoci sapere che il suo futuro lo vede in Premier o Bundesliga (ce ne faremo una ragione); Andrea Berta a tutti i suoi amici italiani ha fatto sapere che non ha nessuna intenzione di lasciare Madrid (ma se fosse l'Atletico a dargli il benservito?); Piero Ausilio è stata più che altro una suggestione mediatica (ma a Milano dicono che sia in uscita); Ben Manga ha un contratto con l'Eintracht Francoforte fino al giugno 2023 e pare che convincere il club tedesco a lasciarlo andare sia complicatissimo.

Insomma, dalla margherita con al centro il futuro direttore sportivo della Roma, di petali ne sono stati staccati già parecchi, in un gioco a esclusione che, peraltro, sembra continuare. Bisogna infatti registrare come proprio ieri siano precipitate le quotazioni di Jonas Boeldt, il ds dell'Amburgo. Per due motivi. Uno deduttivo, l'altro pratico. Il primo è figlio legittimo del fatto che il preventivato secondo incontro con la famiglia Friedkin non è andato in scena e, al momento, non è prevista una data per un nuovo faccia a faccia tra le parti. Il secondo è ancora più consistente ed è conseguenza di un colloquio che Boeldt ha avuto con una persona che conosce bene le dinamiche del calcio tedesco. Nel colloquio, il ds ha detto di essere stato molto lusingato dall'interesse del club giallorosso, ma che l'Amburgo lo ha convinto a rimanere con un prolungamento del suo contratto in scadenza il prossimo trenta giugno, un contratto peraltro ancora più importante visto che gli è stato proposto di rimanere nel club tedesco con il ruolo di Ceo, in pratica il Fienga dell'Amburgo. Certo, potrebbe essere tutto un bluff per costringere la Roma ad alzare l'offerta, ma noi non ce la sentiremmo di andarlo a vedere, nel senso che probabilmente le ragioni di Boeldt non sono frutto di fantasia. Quindi, altro petalo da eliminare.

Chi, allora? Un altro nome che negli ultimi tempi è tornato di stretta d'attualità, è quello di Michael Emenalo, dirigente con un passato importante al Chelsea, un po' meno al Monaco. Secondo qualcuno i Friedkin si sarebbero incontrato con lui a Londra in tempi recenti, ma per quello che ci risulta questo incontro sarebbe frutto soprattutto di confidenze non confermate. Nel senso che secondo qualcuno l'uomo che ha portato al Chelsea Salah e De Bruyne, sarebbe il principale protagonista di queste voci. Ovvero si sarebbe offerto lui alla Roma, facendo sapere che sarebbe felicissimo di potersi vestire di giallorosso, forse anche perché trasferendosi a Trigoria non sarebbe più disoccupato di lusso. A naso, ma non solo, pure Emenalo ci sembra un petalo destinato a essere scartato, anche se nel calcio mai dire mai. Alla luce di tutto questo, i petali rimasti sono ormai pochi. Uno da abbinare a un mister X, che non si può mai escludere. Un altro, invece, con un nome e cognome precisi, cioè Luis Campos, il dirigente che vive a Montecarlo e che ha un contratto di consulenza con diversi club, ma soprattutto con il Lille. Il petalo è reso più plausibile dal fatto che le cronache francesi riportano di come il dirigente stia litigando a brutto muso con il Lille. Il motivo sarebbe l'intenzione di Campos di svincolarsi dal contratto per essere libero di intraprendere una nuova avventura che, appunto, sarebbe la nostra Roma. Ma come, si dirà, Campos è uno che vuole continuare a vivere a Montecarlo, perché dovrebbe trasferirsi a Roma? Magari, ci viene da rispondere, per una questione di soldi. Ma è anche ipotizzabile che a Trigoria possa mandare il suo capo scouting e continuare a fare il lavoro di sempre, cioè cercare campioni emergenti in giro per il mondo.