La scelta sul mercato è stata netta: Paulo Fonseca ha definito in maniera inequivocabile il sistema di gioco con cui affronterà la stagione.

E non è certo, come lui stesso ha confessato, il suo sistema preferito. Dovunque sia andato ad allenare, infatti, prima dell'approdo alla Roma non aveva mai derogato rispetto all'amato 4231. Poi le difficoltà incontrate in serie A soprattutto nella fase di non possesso lo hanno portato alla scelta conservativa di proporre un difensore centrale in più e un trequartista in meno, mantenendo intatto il numero degli esterni bassi (due), dei centrocampisti centrali (due) e delle punte (una). Dunque dal 4231 è passato al 3421 dopo la doppia sconfitta a cavallo tra fine giugno e inizio luglio con Milan e Udinese, con un passaggio momentaneo al 352 (a Napoli, con Dzeko e Kluivert insieme). E il mercato appena concluso è stata la diretta conseguenza di quella scelta, si dice indotta da alcuni dei senatori della squadra. Sia come sia, da quando il portoghese ha cambiato assetto, la Roma in campionato ha infilato una sfilza di risultati utili consecutivi, chiudendo la stagione con sette vittorie e un pareggio, e ricominciando con due pareggi e la vittoria di Udine (ma il punto di Verona è subiudice per la questione dell'illegittima iscrizione di Diawara nella lista under 22).

L'unico flop, ma di quelli pesanti, è stato nella sfida di Duisburg per gli ottavi di Europa League col Siviglia. Così le scelte per il rafforzamento della squadra sono state tutte in linea con le nuove indicazioni tattiche: via gli esterni, dentro i trequartisti più "centrali". È poi tornato Smalling, altro titolare intercambiabile nella linea difensiva a tre, con Fazio (e in teoria Juan Jesus) a completare la rosa specifica. Cinque sono gli esterni a disposizione, quattro i centrocampisti centrali, sei i trequartisti (compreso il convalescente Zaniolo), due le punti centrali. E a questo proposito, si potrebbe anche ipotizzare uno sviluppo possibile rispetto all'attuale sistema tattico: l'arrivo di Borja Mayoral, giovane centravanti di prospettiva con l'attitudine a giocare anche a fianco di un altro riferimento avanzato, potrebbe nel tempo indurre Fonseca a valutare l'adozione di un sistema che preveda l'utilizzo contemporaneo di due punte. E quindi il 3412 (con un trequartista e due attaccanti, anche Gasparini nell'Atalanta cambia a seconda delle partite il vertice del triangolo offensivo) oppure il 352 modello Inzaghi, con un play, due mezzeali di caratteristiche molto offensive e due punte.

La scelta sul portiere

Il titolare in serie A in questa nuova stagione è indiscutibilmente Antonio Mirante, dopo le pessime prestazioni di Pau Lopez nel finire dello scorso campionato (unico insufficiente della Roma a Ferrara con la Spal e a Torino col Toro) e a Duisburg col Siviglia. Con la breve pausa estiva Fonseca sembrava comunque orientato a ribadirgli la fiducia, ma l'altra brutta figura rimediata a Cagliari nell'ultimo test, sette giorni prima dell'esordio di Verona, hanno indotto l'allenatore a rilanciare Mirante, che ha risposto benissimo. Al momento dunque il titolare è lui, ma la situazione potrebbe essere destinata a cambiare di nuovo. Mirante ha 37 anni, ovviamente non ha mercato e a bilancio pesa per appena 1,5 milioni; Pau Lopez ha 26 anni, su di lui la Roma ha investito oltre 23 milioni e al momento è a bilancio per 18,8 milioni. Logico che sarebbe un problema per l'allenatore e per la società se lo spagnolo non si rivalutasse, bisognerà solo aspettare il momento giusto per rilanciarlo. Alle spalle dei due titolari c'è il prospetto Pietro Boer, diciottenne portiere della Roma primavera acquistato due anni fa dal Venezia.
Smalling al centro della Roma. Su di lui l'allenatore giallorosso si era esposto privatamente e pubblicamente ed è stato ripagato proprio all'ultimo soffio del mercato, persino col giallo della documentazione che pareva incompleta. E invece il trasferimento è stato completato e Chris Smalling (30) è stato definitivamente acquistato dalla Roma. Sarà lui il titolare certo della difesa di questa stagione, nella posizione centrale delle tre, dove ha sempre giocato quando è stato disponibile nel finale dello scorso campionato. Accanto a lui in tre si giocheranno gli altri due posti: Mancini, il più esperto con i suoi 25 anni, Ibanez (21) e il neoarrivato Kumbulla (20). A completare il pacchetto Fazio (33) e Juan Jesus (29). Al momento è logico immaginare Mancini, Smalling e Ibanez come i probabili titolari per il prossimo segmento di gare, con Kumbulla pronto a subentrare alla bisogna e i due veterani chiamati in causa, ma solo in caso di emergenza.

Lo strano caso degli esterni

C'è ampia scelta per il ruolo di esterni di fascia, ma curiosamente è anche il reparto che meno convince i tifosi, per diversi motivi. A sinistra il titolare Spinazzola è già in forma ed è uno dei più performanti giocatori del suo ruolo dell'intera Serie A. Nel suo caso il timore è legato alla propensione agli infortuni, che hanno reso più complicata una carriera che altrimenti sarebbe stata folgorante. Ma a 27 anni fa ancora in tempo a prendersi le sue soddisfazioni, anche in Nazionale. All'occorrenza al suo posto toccherebbe a Calafiori (18), ultimo gioiello del settore giovanile della Roma, ma con appena una presenza in Serie A. A destra invece sono tre a giocarsi un posto e non sembra essere delineata già una gerarchia: se la vedranno comunque Karsdorp (25), Santon (29) e Bruno Peres (30). Il fosforo di metà campo. Quattro sono i centrocampisti centrali, con la teorica possibilità di vedere l'elenco allungato per l'arretramento tattico di Pellegrini (24). L'intoccabile è Veretout (27), l'unico incontrista puro. In salita le quotazioni di Villar (22), in discesa quelle di Cristante (25), stabile Diawara (23) anche se le arroganti dichiarazioni del suo procuratore Piraino hanno fatto arrabbiare Fonseca e dopo quell'uscita il guineano è finito in panchina. Chissà se è solo un caso.

Trequarti di nobiltà

È stato questo il reparto più rivoluzionato da Fonseca negli ultimi mesi: a gennaio è arrivato Carles Perez (22), ad agosto Pedro (33) e sono partiti Kluivert e Ünder. Zaniolo (21) e Pastore (31) sono fermi ai box, Mkhitaryan (31) è tra i giocatori più in forma ed è il titolare indiscutibile, in questo momento insieme con Pedro, il matchwinner di Udine. Nel ruolo potrebbe essere dunque sacrificato Pellegrini che non per caso Fonseca ha reinventato centrocampista. Anche senza considerare gli infortunati, insomma, il portoghese ha a disposizione due titolari e due alternative.

L'attacco a due punte

E poi ci sono i centravanti. Confermato Dzeko (34), sia pur nelle curiose modalità che si sono sviluppate lungo la trattativa sull'asse Napoli-Roma-Torino e che ha coinvolto anche Milik (probabile obiettivo della Roma del prossimo anno), è partito Kalinic (32, approdato al Verona dall'Atletico Madrid) ed è arrivato Borja Mayoral (23). Ma se il croato era rassegnato al ruolo di vice Dzeko, lo spagnolo ha l'ambizione di indurre Fonseca nella tentazione di cambiare sistema per farlo coesistere con il bosniaco. Al momento il portoghese non sembra pensarci, ma è l'unico sviluppo possibile rispetto allo spartito attualmente conosciuto. Si vedrà con il tempo.