La Roma sfoglia la margherita. Se è vero che il mercato resta aperto tutto l'anno (e soprattutto nei giorni di chiusura), allora per andare a cercare chi del mercato è stratega si deve lavorare senza limite alcuno. Non è un gran segreto, peraltro, che la Roma cerchi un dirigente. Anzi, il dirigente più rappresentativo: il direttore sportivo.

E se fino a un po' di tempo fa sembrava in pole position l'attuale ds della Juventus Fabio Paratici, adesso appare più lanciato Ralf Rangnick, con Luis Campos in scia. Di più, pare che il prescelto abbia già lavorato in gran segreto per la Roma già nelle scorse settimane, da un mese circa. E che sarà annunciato entro un paio di settimane. Ma sul nome c'è ancora mistero, tanto che potrebbe essere anche un altro professionista di cui neanche a viale Tolstoj conoscono l'identità. Di sicuro alla Roma solo nelle ultime settimane sono rimaste vacanti le posizioni, altrove ritenute strategiche, di ds, segretario e vicepresidente. Tutti e tre al momento non sostituiti. Eppure tutti e tre erano responsabili di uffici di notevole importanza: uno, il ds, è per sua stessa definizione il capo del reparto del core business di un'azienda calcistica. L'altro, il segretario, è quello che deve trasformare in atti operativi e formali ogni pensiero promosso e condiviso all'interno del club: e se ne sbaglia uno le responsabilità sono tutte sue. E infatti Pantaleo Longo è stato messo alla porta dopo l'errore sulla lista di Verona (e entro qualche settimana sarà annunciato il suo ingaggio proprio con il Verona...). Il terzo, sia pur nel ruolo ridimensionato già deciso da Pallotta, era il frontman del progetto stadio: Mauro Baldissoni. E a quanto risulta è stato esonerato dall'incarico (con transazione rapida ma piuttosto dolorosa) senza neanche il tempo di lasciare le consegne.

Diamo ovviamente a Friedkin il tempo che ci vorrà per assumere i dirigenti giusti in ogni ruolo. Per quel che è dato sapere, al momento la ricerca si sta concentrando sul direttore sportivo, figura talmente importante che la Figc ti obbliga ad averne una. Infatti alla Roma la casella è occupata formalmente da Morgan De Sanctis, anche se nessuno ufficialmente l'ha investito del ruolo. La riservatezza è una ormai nota ossessione dei nuovi proprietari della Roma. E non è quindi per niente facile decifrare le loro mosse. Di sicuro fino a pochi giorni fa c'era un favorito designato, uno che negli ultimi giorni è assurto agli onori della cronaca soprattutto per due notizie. La prima è l'entità dello stipendio percepito quest'anno nella società presso cui ha prestato servizio: 2,8 milioni di euro, bonus compresi. L'altra è il goal segnato in una partitella alla Continassa su assist di Pirlo. Parliamo ovviamente di Fabio Paratici, classe 1972, piacentino di nascita, ex calciatore di buona prospettiva con una carriera ad un certo punto messa in discussione da un grave incidente automobilistico. Pare però che, nonostante l'affinità tecnica con Pirlo, confermata nella partitella dello staff pubblicizzata l'altro ieri dalla società bianconera, non abbia in realtà più questo gran feeling con Agnelli, il quale dopo aver rotto i ponti con Marotta sulla questione Ronaldo, adesso imputerebbe al suo ex pupillo una non brillante gestione dei conti della società in rapporto ai risultati della squadra. Così Fienga, amministratore delegato della Roma a lui legato da un rapporto di reciproca stima, avrebbe perorato la sua causa presso Friedkin. I più maliziosi arrivano a sostenere che l'addio di Paratici dalla Juventus sarà comunicato da Agnelli direttamente all'assemblea degli azionisti del prossimo 15 ottobre, in linea con lo stile diretto e sbrigativo del proprietario della Juventus. Si vedrà.

Un freno all'ipotesi Paratici Roma potrebbe derivare anche dallo stipendio monstre che la Roma probabilmente non sarebbe in grado di garantire (pur considerando che a Petrachi è stato concesso uno stipendio di 1,2 milioni di euro l'anno, non bruscolini), ma è anche vero che per restare su buoni livelli in Italia se fosse davvero scaricato dalla Juve non avrebbe poi tante altre scelte. Di sicuro nessuno lo potrebbe pagare come alla Juve. Resta il fatto è che anche nel muro di discrezione alzato dai Friedkin ogni tanto qualcosa trapela e probabilmente della questione ds adesso se ne stanno occupando direttamente loro. E se sono già stati raccontati i colloqui intrattenuti con Victor Orta del Leeds e Ramon Planes del Barcellona, pare proprio che il tedesco Ralf Rangnick, artefice del miracolo Lipsia Red Bull, abbia ora l'appeal giusto per convincere gli americani. Bisogna attendere ancora pochi giorni.