riduzione della rosa. Taglio del monte ingaggi. Plusvalenze. Sono state le tre stelle polari per i dirigenti della Roma, in primis per l'ad Guido Fienga, durante il mercato che si è appena concluso con tanto di giallo inglese finale.

Sono stati raggiunti gli obiettivi? Per due-terzi sì. Perché, numeri alla mano, si può dire come la rosa sia stata effettivamente sfoltita (Fonseca, giovani a parte, ora ha venticinque calciatori a disposizione con due portieri, sono andati via, comprendendo alcuni giovani, diciannove giocatori). Così come si può affermare che il monte ingaggi, sfruttando anche il decreto rilancio che consente una fiscalizzazione meno pesante (quattro giocatori ne usufruiranno, Smalling, Mikitharyan, Pedro e Borja Mayoral), per la stagione che è appena cominciata (ma finirà?) sia stato realmente tagliato per oltre venti milioni, scendendo sotto la soglia dei cento escludendo lo staff tecnico. Il tutto, inoltre, è stato ottenuto con un saldo finale in attivo di una quarantina di milioni (anche se è una cifra su cui si deve ragionare sottolineando il costo che sarà di Kumbulla e, eventualmente, quello di Borja Mayoral).

Unica stella polare che non è stata seguita è stata quella delle plusvalenze. Stella polare che per certi versi era la più importante visto che i conti del club giallorosso ci hanno appena detto che il rosso ha superato quota duecento milioni. E questo aspetto, pensando al futuro, non può far stare tranquilli. La Roma, considerato il rosso di bilancio, era chiamata come minimo a fare plusvalenze tra i centoventi e i centoquaranta milioni. Ne sono state fatte per appena tredici milioni (9 Schick, 2 Gonalons, 1 Defrel, 1 Kolarov). Ne mancano minimo altri cento. Tanti, troppi. Diciamo, con un pizzico di ottimismo, che una certa parte sono state messe in cantiere. Pensiamo per esempio a Ünder, andato in prestito (tre milioni e mezzo) con un diritto di riscatto (venticinque) al Leicester. Se il prossimo giugno il club inglese decidesse di esercitare il diritto di acquisto, il totale che finirebbe nelle casse romaniste sarebbe superiore ai ventotto milioni che, con un costo a bilancio del turco ridotto a meno di cinque, vorrebbe dire aggiungere un più ventitré a tutto il cucuzzaro. Ma prendiamo pure la cessione in prestito (1 milione) più diritto di riscatto (9) di Florenzi al Psg. Operazione che, peraltro, a nostro giudizio è quella che meno convince dal punto di vista numerico (stiamo parlando di un nazionale italiano che il prossimo anno compirà trenta anni). In ogni caso se sotto la torre Eiffel decideranno di acquistarlo, questo vorrà dire altri dieci milioni scarsi di plusvalenza che, sommati ai tredici di questa sessione e ai ventitré del turco, porterebbero il totale a sfiorare i cinquanta. Si possono poi ipotizzare una ventina di milioni di plusvalenza per un'eventuale cessione di Kluivert (andato in prestito secco al Lipsia, non è stato fissato nessun diritto di riscatto forse conseguenza del precedente di Schick) ma in ogni caso è lecito pensare che tra la sessione di gennaio e quella estiva del prossimo anno, bisognerà segnare comunque un più cinquanta alla voce plusvalenze.

Passiamo al saldo attivo di mercato, superiore ai quaranta milioni. C'è da chiarire a questo proposito che nella somma che abbiamo fatto non sono stati compresi i soldi che la Roma dovrà versare al Verona per il cartellino di Kumbulla. Soldi che, a parte il saldo negativo per quest'anno, (meno due milioni comprendendo la cessione di Cetin per otto e di due ragazzi, Cancellieri e Diaby, a due milioni e mezzo ciascuno), cominceranno a essere pagati dal primo luglio 2022 (in questa operazione ci sono circa dieci milioni di plusvalenze, cinque per il difensore turco, altrettanti per i due ragazzi). È un saldo finale positivo che potrà essere dimezzato se, fra uno o due anni, la Roma decidesse di riscattare il cartellino di Borja Majoral per un costo, la prossima stagione, di quindici milioni, cinque in più tra due anni.

Concludiamo con la questione monte ingaggi. L'obiettivo era quello di ridurlo di un trenta per cento. Obiettivo che è stato quasi raggiunto. Rispetto infatti ai centoventi milioni (circa) della passata stagione, questo cucuzzaro si è ridotto a un numero a due cifre, esattamente novantasette milioni considerando tutti e venticinque calciatori a disposizione di Fonseca. La riduzione si può quantificare intorno al venti per cento. Non è proprio quello a cui si puntava, il trenta per cento, percentuale che sarebbe stata quasi centrata nel caso fosse andata in porto la cessione di Dzeko alla Juventus con il conseguente arrivo a Trigoria di Milik (il monte ingaggi in questo caso sarebbe sceso a novantuno milioni). La cifra totale, se si dovessero considerare anche gli stipendi di tutto lo staff tecnico, tornerebbe a tre cifre, ma questo incide zero sulla riduzione visto che lo staff è rimasto lo stesso di quello della passata stagione.