I criminologi non hanno dubbi. Tre indizi si trasformano in una prova. Fosse così, oggi si potrebbe pure dire che Simone Verdi il prossimo anno potrebbe vestire la maglia della Roma, nome peraltro che non sarebbe la prima volta che viene accostato alla squadra giallorossa.

Primo indizio

È datato qualche mese fa, gennaio scorso, quando il ventiseienne talento di proprietà del Bologna, era corteggiato dal Napoli. Al punto che più di qualcuno lo aveva già vestito con la maglia della squadra di Sarri. Sembrava tutto fatto, solo che De Laurentis non aveva fatto i conti con il giocatore. Che, tra la sorpresa generale, disse no al trasferimento per rimanere a Bologna «perché voglio giocare». Cosa che ci sta soprattutto ricordando come a Napoli Sarri davanti abbia giocato sempre con quei tre, ma che tra i mormorii del mercato era supportata soprattutto dal fatto che alle spalle del ragazzo ci fosse un'altra società pronta a garantirgli una maglia in un futuro piuttosto prossimo. E quella società, si diceva, fosse la Roma. Di sicuro possiamo dire che nel gennaio scorso la società giallorossa ha parlato con il Bologna e il procuratore del ragazzo, chiedendo più di qualche informazione.

Secondo indizio

Arturo Calabresi la prossima stagione giocherà col Bologna. L'accordo con il club emiliano di fatto è già stato trovato. Per chi fosse di memoria corta, Calabresi è il centrale difensivo cresciuto a Trigoria, cartellino della Roma, un recente passato tra Livorno, Brescia, Spezia, ora al Foggia. Che sia una prima mossa come anticipo di un possibile affare Verdi? Anticipo che potrebbe essere integrato anche da qualche altro giocatore, primo indiziato Skorupsky.

Terzo indizio

Il procuratore di Calabresi è Giovanni Branchini, un'istituzione nel suo campo. Il caso vuole che il procuratore di Simone Verdi sia Donato Orgnoni che, appunto, lavora con Branchini. Solo una coincidenza?
Alla luce di tutto questo e aggiungendo pure che i rapporti tra le due società sono più che buoni, non ci si potrebbe meravigliare se Simone Verdi fosse quel rinforzo offensivo che sicuramente arriverà a Trigoria. Il Bologna, peraltro, già nel gennaio scorso aveva fatto il prezzo del cartellino fissandolo tra i venti e i venticinque milioni di euro. Una cifra importante, determinata anche dall'ottima stagione che il ragazzo di scuola Milan ha disputato, davvero uomo in più della squadra di Donadoni con cui ha segnato dieci reti e garantito altrettanti assist. Verdi oltretutto risponde perfettamente all'identikit fatto da Di Francesco per l'attaccante richiesto solo qualche mese fa. E allora, visto che Monchi e Di Francesco sono una persona sola, perché non immaginare che la trattativa sia stata già avviata?