Tutto cambia, ma in fondo niente cambia, almeno operativamente parlando. La Roma è entrata ieri in una nuova era, ma le parole spese da Friedkin sul manager di riferimento della sua Roma non sono certo parole di circostanza.

E a tale investitura Guido Fienga, Chief executive officer e amministratore delegato della precedente gestione, Chief executive officer e amministratore delegato in questa nuova gestione, ha risposto con entusiasmo: «Questo è un importante giorno per l'AS Roma. È un privilegio per me cominciare a lavorare a stretto contatto con Dan e Ryan. La loro passione e il loro impegno per la squadra sono indiscussi, così come le loro precedenti esperienze finanziarie e commerciali. Sono profondamente onorato di essere stato incaricato di continuare il mio lavoro alla Roma e di iniziare a realizzare il piano industriale che, nel primo anno, metterà le basi per ottenere risultati forti e sostenibili dentro e fuori dal campo».

Secondo Friedkin «Guido Fienga ha dimostrato di essere un ottimo CEO per la Roma», con lui dice di aver «costruito un ambizioso piano strategico» e a lui fornirà «tutto il supporto, l'assistenza e i mezzi necessari per sviluppare tali piani e per aiutarlo a rimanere focalizzato nel corso delle cruciali prossime settimane». In più, altro aspetto centrale, «sarà soprattutto la sua voce a parlare per l'AS Roma».

In sostanza, il piano industriale che Fienga stava portando avanti con Pallotta presidente è stato non solo ereditato da Friedkin, ma addirittura sposato e rilanciato come se lo avesse deciso il nuovo proprietario. Fienga sarà dunque il principale dirigente operativo, l'uomo che dovrà far quadrare i conti e anche il front-man della comunicazione. Uno e trino.

E il riferimento per le operazioni di mercato resterà dunque Morgan De Sanctis che ha retto l'urto emotivo dopo la doppia, sconfortante comunicazione diretta che gli avevano rivolto prima Baldini e poi lo stesso Fienga nelle scorse settimane («Non sarai tu il ds della Roma, però puoi restare a lavorare con noi ed eventualmente col nuovo ds, se ci saranno le condizioni») e lui si è messo sotto, ha messo in stand-by le offerte ricevute (dell'Ascoli su tutte), sempre correttamente informando i suoi dirigenti, e ha continuato a lavorare a testa bassa, concentrandosi soprattutto sulle questioni legate al settore giovanile, accettando il rischio di dover fare i bagagli da un giorno all'altro, magari all'annuncio del direttore sportivo che ogni giorno, soprattutto sui giornali, veniva evocato.

Nel comunicato di Friedkin è sembrato invece evidente il riferimento al fatto che per ora nuovi dirigenti non saranno individuati: «La nostra visione condivisa per il club e la squadra - ha specificato nel comunicato Friedkin - è quella di privilegiare un approccio di investimento sostenibile e a lungo termine piuttosto che soluzioni rapide di dubbia durata». Tradotto: oggi i direttori sportivi di nome sono tutti legati ad altre società. Proseguiamo con le nostre forze e vediamo più avanti, a mercato finito o anche ad inverno inoltrato, in quale situazione ci troveremo e poi prenderemo qualche decisione. Se in quei giorni si ritroveranno con qualche manager magari libero (Paratici?) se ne riparlerà, ma non si può neanche escludere che sia De Sanctis ad essere ufficialmente investito del compito. Lui intanto lavora, e ci spera.

Nel comitato esecutivo, il ristretto gruppo di dirigenti chiamato a prendere le decisioni operative, Fienga sarà l'unico rappresentante italiano: gli altri saranno Dan Friedkin (Presidente), Ryan Friedkin, Marc Watts ed Eric Williamson. Resterà anche Mauro Baldissoni, con la carica di vicepresidente fino alla prossima assemblea. Continuerà ad occuparsi dello stadio, e si dovrà capire come finanziare tutto il megaprogetto, ma se ne riparlerà ai primi di settembre.