Duecentosettantotto presenze europee in tre. La Roma affida gran parte delle proprie ambizioni in coppa ai veterani. In ordine di gare disputate: Henrikh Mkhitaryan, Edin Dzeko, Aleksandar Kolarov. Le luci dell'Est alla guida di una squadra ricca di talenti giovani, ma con poca esperienza internazionale, per ambire alla conquista del continente. Il trio avrebbe potuto annoverare anche Chris Smalling per formare i fab four, ma le vicende che hanno portato alla rottura con lo United per l'inglese sono ormai note. Con quella maglia peraltro il centrale non è il solo ad aver sollevato proprio la coppa che la Roma si appresta a disputare, magari contendendola anche ai Red Devils, che potrebbero essere incrociati in semifinale. L'ultimo trofeo europeo del club di Ferguson porta in calce la firma di Mkhitaryan (102 gettoni complessivi nelle coppe), autore della rete del raddoppio nella finale con l'Ajax e di altri cinque gol nella cavalcata verso l'ultimo atto. Protagonista assoluto del trionfo, proprio come è stato Kolarov con la maglia dell'altra squadra di Manchester, anche se più in Inghilterra che in Europa, dove ha comunque collezionato 80 presenze. Stessa trafila di Dzeko, che prima di farlo in Mancunia ha vinto da leader anche in Germania. Entrambi però hanno ottenuto il miglior risultato internazionale in giallorosso, da trascinatori delle notti magiche nella Champions 2017-18, interrotta a un gol dalla finale. In quell'edizione Edin ha messo a segno 8 reti - tutte decisive - bissando i numeri dell'anno precedente in Europa League, che gli consentirono di arrivare al trono dei bomber del trofeo. Oggi il bosniaco vanta 96 partite e 41 centri nelle coppe, numeri che diventano straordinari se rapportati alla militanza romanista: 42 gare e 26 gol.

All'esperienza dei tre big si aggiunge quella di Fazio e Perotti, che il trofeo lo hanno sollevato con la maglia del Siviglia. Così come Kalinic, che ha vinto una Supercoppa con l'Atletico (ma senza giocare) ed è stato protagonista fino all'ultimo atto col Dnipro, quando si è arreso proprio agli andalusi pur firmando il provvisorio vantaggio. Ma almeno per il momento tutti e tre partono fra le seconde linee. Dalla lista consegnata ieri sera alla Uefa il detentore dell'Europa League Zappacosta potrebbe essere considerato l'escluso eccellente, ma la decisione è stata più o meno obbligata con gli innesti di Ibanez, Peres e Zaniolo. L'ex Chelsea era già stato depennato a gennaio per la lunga degenza dopo il grave infortunio e l'esplosione dell'esterno brasiliano è stata considerata più funzionale. Non rientrano nelle scelte di Fonseca invece Cetin (inserito in inverno), Pastore e Fuzato. Il portiere in realtà non è mai stato considerato, a vantaggio di Cardinali, che fa parte della Lista B con Calafiori.