La Roma lo rivuole. Lui vuole tornare. Non c'è ancora la firma, ma con queste premesse il risultato finale non potrà che essere uno: il ritorno di Frederic Ricky Massara alla Roma. È stato il vice di Walter Sabatini, tornerà a esserlo di Monchi. Che ha avuto modo di conoscerlo e apprezzarlo nei suoi primi mesi romani. Quando Massara, dopo un interregno da direttore sportivo, accettò con la consueta e riconosciuta eleganza, di fare da Cicerone al dirigente spagnolo all'oscuro o quasi delle particolari dinamiche del mercato di casa nostra. Per poi lasciare a scadenza di contratto, il trenta giugno dello scorso anno, onorandolo sino all'ultimo secondo con la correttezza e onestà dei galantuomini veri, per poi tornare a lavorare con il suo maestro, Walter Sabatini, con l'Inter, e non solo, dei cinesi di Suning.

Monchi non ha dimenticato comportamenti, competenza, conoscenza e intelligenza di questo ragazzo torinese che ha il principale difetto di non sapersi vendere in un mondo per il resto troppo spesso popolato da venditori di fumo. E allora, una volta che è diventato ufficiale, dopo quello di Sabatini, anche l'addio di Massara agli uomini con gli occhi a mandorla (lasciando sul tavolo tutti i soldi), ha cominciato a pensare di riportarlo a Trigoria. Operazione, peraltro, che non è stata troppo complessa perché Massara a Trigoria aveva lasciato un pezzo di cuore oltre a ricordi importanti. Anche per questo molto probabilmente non è mai riuscito ad ambientarsi nella sua nuova avventura cinese. Non tanto per una questione di lingua, peraltro ha cominciato a parlare pure il cinese, bulimico poliglotta visto che parla anche francese (la mamma è transalpina), inglese e spagnolo (magari ora si attrezzerà pure per il turco per chiacchierare con Under). Quanto perché in questi lunghi mesi trascorsi prevalentemente in Cina, ha accusato in maniera notevole il problema smog che da quelle parti altro che domeniche ecologiche. E allora quando Sabatini ha salutato, per lui è stata quasi una conseguenza fisiologica quella di salutare il gruppo Suning che pure lo aveva accolto con tutti gli onori del caso.

A quel punto è tornato a Torino dove vive con la sua compagna, aspettando che si materializzasse qualcosa, ma sotto sotto sperando di poter riprendere quel discorso interrotto con la Roma. Una volta che il maestro Sabatini gli ha fatto capire che per il momento non aveva troppa voglia di rituffarsi in un club dicendogli di guardarsi intorno senza farsi troppo problemi, Massara lo ha fatto. E quando è arrivata la telefonata della Roma, non ha fatto nessun mistero della felicità di essere stato nuovamente contattato.
Come detto, per ora non c'è nessuna firma su un contratto, ma già nei prossimi giorni, Massara dovrebbe tornare nella mai dimenticata Trigoria per siglare il nuovo accordo con il club giallorosso. In questo momento non si conoscono i temini economici e temporali del nuovo contratto, ma questo non rappresenta un problema. L'accordo si troverà e Massara potrà tornare a fare il lavoro che ha svolto nei suoi ultimi mesi romanisti, sfruttando un bagaglio di conoscenze che in pochi possono vantare nel nostro calcio.

Ieri per lui si era ipotizzato di un ruolo da segretario generale, ruolo vacante nella Roma. Tale resterà. Perché Massara sarà l'uomo che dovrà riorganizzare tutta la squadra mercato, da Totti a Balzaretti, da Vallone (scuoting) a Tarantino (settore giovanile). Il suo arrivo andrà a completare uno staff dirigenziale che poche società possono vantare.
L'ex calciatore di buon livello e allenatore che ha capito in fretta che quello non era il suo ruolo, avrà un ruolo specifico anche per quel che riguarda il mercato italiano dove ormai può vantare esperienze e conoscenze consolidate. Tra i due il rapporto è di reciproca stima e fiducia, cementato nei primi mesi romani del dirigente spagnolo.

Massara nel suo lavoro ha un vantaggio enorme: ne è innamorato. È come se il lavoro coincidesse con il suo hobby. Se c'è da lavorare diciotto ore al giorno nessun problema, se bisogna rinunciare a qualche giorno di ferie, stessa cosa. Non avrà problema a riambientarsi a Trigoria dove ha lasciato ricordi e rapporti di stima reciproca. Non c'è mai stata una persona che abbiamo sentito parlare anche solo un po' male di questo cinquantenne con i capelli da ragazzo che è diventato direttore sportivo dieci anni fa superando l'esame con il massimo dei voti (110 su 110), un voto che poi ha confermato nel corso di tutta la carriera. Una carriera, fin qui, vissuta sempre con Walter Sabatini, personaggio a cui deve moltissimo. Lo ha sempre riconosciuto, ma nonostante questo non gli è stato di impedimento per conquistare anche il senor Monchi. Buon lavoro