La ricerca del miglior assetto tattico possibile per questa singolare fase stagionale è stata lunga e soprattutto dispendiosa, ma alla fine pare aver portato i suoi frutti. Tre difensori centrali, due esterni a tutta fascia e due trequartisti alle spalle del centravanti di turno, vicini fra loro e meno relegati sulle fasce (anche se con lo stesso 4-2-3-1 Fonseca chiedeva spesso ai laterali d'attacco di stringere). Accanto a Mkhitaryan e in seconda battuta Pellegrini più o meno titolari - ammesso che la definizione abbia senso giocando ogni tre giorni - si sono succeduti Kluivert, Ünder, Perotti e Perez. Fra i quattro il più convincente dalla ripresa del campionato a oggi è risultato l'ex Barcellona, che è riuscito a non demeritare perfino nelle inguardabili prestazioni collettive che hanno contrassegnato la serie nera delle tre sconfitte consecutive (entrato nel momento peggiore col Milan, fra i più decorosi con l'Udinese, in panchina a Napoli), quelle che hanno di fatto sancito l'addio alla qualificazione in Champions. Quantomeno attraverso la classifica di Serie A, perché poi è sempre in piedi il sogno Europa League, che abbinerebbe al trionfo europeo l'accesso diretto (e in prima fascia) al torneo continentale più prestigioso e ricco.

Per potere anche solo ambire a una vittoria simile però, la Roma è chiamata nelle prossime sei giornate a cancellare il mini-periodo nero e a confermare le ultime due prestazioni. Quella di Brescia, con Perez protagonista. Il catalano ha sfiorato il gol del vantaggio nel primo tempo, quando sul lancio di Fazio ha agganciato con tecnica sopraffina, salvo poi aprire il mancino quel tanto che basta per farlo terminare fuori di un niente a portiere battuto. Ma si è rifatto nella ripresa, mandando in gol Kalinic con un assist superbo. I 67 minuti in cui Carles è rimasto in campo hanno certificato che nel nuovo modulo disegnato da Fonseca, è uno dei più adatti a destreggiarsi alle spalle della prima punta: ha gamba, tiro e capacità nello stretto tali da poter essere una perfetta spalla per Dzeko (o per lo stesso croato, all'occorrenza). Oltre a essere uno di quei giocatori d'attacco che fanno la felicità di ogni allenatore per l'abnegazione che mettono nella fase difensiva. Con Ünder ormai vicino al capolinea della sua avventura romana, Kluivert ancora preda della propria discontinuità e Perotti che non sembra fornire le garanzie di un tempo, è il numero 31 a conquistare la pole position per uno dei due posti da trequartista. Almeno fino al ritorno a pieno regime di Zaniolo. In prospettiva futura, saranno loro due le forze fresche su cui contare, considerando che il reparto per la prossima stagione è già stato completato dalla conferma di Mkhitaryan e dal prossimo arrivo di Pedro.