«Per l'umiltà e la capacità lavorativa di Fonseca, possiamo considerare che questi 12 mesi sono stati positivi», ne è sicuro Marco Abreu, l'agente del tecnico portoghese della Roma. «La Roma è un progetto molto stimolante, in cui intelligenza emotiva, serietà e leadership sono fondamentali, attributi che sono ben definiti nella sua personalità». Un progetto che ha voluto fortemente, Fonseca, che in questi giorni un anno fa si "liberava" dallo Shakhtar dove aveva vinto tanto: «Sin dal primo incontro con i dirigenti della Roma, da Paulo ho sentito che questo progetto è stato quello che più lo ha affascinato, per la sua grandezza e per l'unicità dei suoi sostenitori. Lo sento innamorato della Roma». Tanto che, qualcuno si è anche sorpreso, non si è mai mosso dalla Capitale negli ultimi mesi: «Il lockdown l'ha trascorso a Roma, in famiglia. Parlo con lui ogni giorno e in quel periodo era sempre tranquillo, sicuro di sé. Gli ho chiesto solo una volta se voleva tornare in Portogallo in quel periodo e la sua risposta è stata l'ennesima dimostrazione della sua grande personalità: "Sono il leader di questa squadra, quindi il mio posto è in questa meravigliosa città"». E per quanto sia stato per sua stessa ammissione anche un "regalo" passare tanto tempo in famiglia, non è stato facile il periodo dell'emergenza sanitaria: «Nel lavoro ha operato all'interno delle linee guida dettate dal club. È stato anche un momento positivo per vedere e analizzare diversi giocatori di altre squadre». «Paulo è una persona con molte convinzioni e pronto per le sfide di ogni giorno. Sento che ha un grande voglia e tanta determinazione per questo riavvio del campionato». Con un obiettivo per certi versi vitale, con un percorso che si è fatto in salita, ma la pressione - come sempre dice Fonseca - serve: «È una certezza che il campionato italiano è molto difficile, con ottime squadre che hanno stabilità da diversi anni. Conoscendolo, però, sono sicuro che è totalmente concentrato per guidare la Roma a raggiungere questo obiettivo».