Obiettivo mille. Almeno. Sono 10 i giocatori di movimento che in questa stagione non hanno raggiunto la fatidica tripla cifra di minutaggio in campo. Meno di un terzo dei 3.240' (al netto dei recuperi) disputati in questa stagione. Ovvero due terzi del totale, se tutto (campionato e coppe) dovesse riprendere da dove si è interrotto. E il restante terzo da giocare in piena estate, a ritmi serratissimi, con temperature non proprio ideali per il calcio. Ma tant'è. A questo punto è facile immaginare che Fonseca possa dare fondo alla rosa molto più di quanto non abbia fatto fino a inizio marzo. Per volontà propria, ma più spesso per necessità. Scelte tecniche; frequenti problemi fisici; in qualche caso rendimento al di sotto delle attese; per chi è arrivato nella finestra di mercato di gennaio, poco tempo a disposizione: sono molteplici le ragioni che hanno tenuto i dieci calciatori presi in esame al di sotto dei mille minuti giocati.

Del primo sottogruppo fanno parte Jesus e Cetin, rispettivamente 194' e 220' minuti in campo, che hanno pagato l'alto rendimento della coppia centrale ormai collauditassima, formata da Smalling e Mancini. Quando è stato chiamato in causa, il turco si è dimostrato difensore affidabile, pur dovendo ancora mitigare la propria irruenza, che gli ha causato qualche cartellino di troppo (3 in 5 presenze). Eclatante il caso del brasiliano, che a fronte di 30 convocazioni è stato mandato in campo 4 volte (soltanto una per tutto il match). Sfortunatissimo Zappacosta, ko dal riscaldamento pre-derby nella 2ª giornata d'andata: con appena 12' è il calciatore di movimento meno utilizzato. Spetta però a Pastore il poco invidiabile rango di paradigma dei guai fisici che hanno travolto la Roma. Nelle ultime 20 gare, convocato 3 volte e per un solo minuto in campo, nel finale del derby di ritorno. Eppure nel breve periodo in cui l'edema osseo non ha dato problemi (ironia della sorte, quello di massima emergenza infortuni della rosa) era stato rivitalizzato da Fonseca, risultando quasi sempre fra i migliori. Presenti nella decina in esame i nuovi arrivati a gennaio, impossibilitati però dalla pandemia ad accumulare un minutaggio sostanzioso. A parte Ibanez che deve ancora esordire, Peres (364'), Perez (302') e Villar (118') sono apparsi funzionali al progetto tecnico nel breve lasso di tempo a disposizione. A metà strada fra noie fisiche ripetute e resa non elevatissima, Perotti (975') e Kalinic (498'). Il croato ha segnato i primi due gol nell'ultima gara giocata dalla Roma. Il Monito è tuttora alle prese con quelle noie muscolari che ne hanno condizionato l'intera stagione.