Pandemia o non pandemia, Nicolò Zaniolo continua a rimanere in prima pagina. La storiella già la conosciamo. La Roma è in un guaio economico serio, dovrà cedere (cosa peraltro che ci sta e a cui ci ha pure abituato, sia chiaro). Allora ecco i gioielli giallorossi in odore di cessione. In particolare un paio. Oltre al ragazzo arrivato dall'Inter, l'altro nome gettonato è quello di Lorenzo Pellegrini, oltretutto con un cartellino pagabile 30 milioni come da clausola allegata, sempre che il ragazzo decida di dire addio alle sue radici facendo tacere il cuore giallorosso.

Allora meglio puntare i riflettori su Zaniolo. È sul mercato, il Tottenham è pronto agli effetti speciali pur di prenderlo, ma soprattutto è la Juventus che è tornata alla carica, pronta a mettere sul piatto della trattativa un certo numero di milioni più il cartellino di Bernardeschi, pagato un paio di anni fa una quarantina di milioni, il tutto, nel caso, con valutazioni dei due giocatori che costituirebbero un inno alla divinità plusvalenza.

Sarà pure così, non ne vogliamo dubitare, ci mancherebbe, ma per la Roma pure in sofferenza economica, vendere quest'anno Zaniolo, sarebbe un autogol da tutti i punti di vista: ambientale, tecnico e anche economico. Con questo non vogliamo dire che la carriera di Zaniolo sarà per sempre colorata di giallorosso, ma, ribadiamo, venderlo quest'anno sarebbe perlomeno miope.

Aspetto ambientale

Un altro Totti non ci sarà mai, ma con il dopo Totti ci stiamo confrontando già da qualche stagione. I tifosi giallorossi, che oltretutto non è che abbiano un giudizio positivo di questa società, da sempre o quasi sono abituati ad avere in campo imprescindibili punti di riferimento. Da Ferraris ad Amadei, da Losi a Rocca, da Agostino a Giannini, da Totti a De Rossi. Gli addii in rapida successione del Dieci e del biondo di Ostia, hanno lasciato un vuoto a prescindere, un vuoto che ha bisogno di un nuovo protagonista per provare a ricominciare.

Ecco, a parte Pellegrini, in questo momento è Zaniolo il tifoso della Roma in campo, il ragazzo in grado di alimentare sogni ed emozioni, il campione emergente che bacia la maglia quando segna, il ragazzo che ogni volta che rilascia anche una piccola intervista, non si dimentica mai di dire che lui, alla Roma, deve tutto. Rinunciarci adesso sarebbe un'ulteriore frattura con l'ambiente, sia in caso di Pallotta ancora proprietario, sia nell'eventualità che Friedkin si presenti da questi parti. E presentarsi vendendo Zaniolo sarebbe il peggior biglietto da visita immaginabile.

Aspetto tecnico

È un classe 1999, nelle sue prime due stagioni nel calcio che conta con tanto di esordio sul campo del Real Madrid, ha fatto vedere cose che voi umani non avreste mai immaginato. Ha margini di miglioramento enormi. Ha il fisico e la potenza del calciatore del terzo millennio. Ha qualità tecniche che possono fare la differenza. Ha ancora quel piacere di correre dietro a un pallone che è la garanzia migliore.

Ha una duttilità tattica che è un patrimonio: per molti un interno di centrocampo, per altri un esterno d'attacco, per altri ancora un trequartista con tanti gol nei piedi, magari pure giocando, se serve, da prima punta. Ha tutto, insomma, per fare la differenza per i prossimi dieci-quindici anni. Meglio, quindi, goderselo per almeno qualche altra stagione. Poi nel futuro eventualmente si vedrà.

Aspetto economico

Ci sono due fattori, non di poco conto, che oggi come oggi andrebbero a intaccare al ribasso la valutazione del cartellino del ragazzo. Valutazione che non più tardi di qualche mese fa, un istituto europeo specializzato aveva quantificato in un'ottantina di milioni. Ma la cifra era stata fissata, eccoli i due fattori, prima che si rompesse il crociato e, soprattutto, prima che questo maledetto Coronavirus stravolgesse la vita e i valori dell'intero pianeta.

Zaniolo sta recuperando dall'infortunio, le cose stanno andando anche piuttosto bene, ma su un'eventuale trattativa per la sua cessione, il fatto che sia reduce da mesi di stop non potrebbe che avere effetti al ribasso sulla valutazione del cartellino. Ma soprattutto questi effetti potrebbe averli il dopo pandemia. Tutti, e diciamo proprio tutti, garantiscono che l'intero mondo del calcio dovrà fare un passo indietro dal punto di vista economico, partendo proprio dalla patrimonializzazione dei cartellini (secondo una recente stima la Roma in questo senso perderebbe circa il ventotto per cento). Questo vorrebbe dire un effetto Neymar al contrario. Quando il brasiliano fu ceduto al Psg a oltre duecentoventi milioni di euro, la conseguenza fu che i prezzi dei calciatori subirono tutti un rialzo, in certi casi anche fuori controllo. Ora ci sarebbe l'effetto contrario.

Sommando i due fattori, la conseguenza è che l'eventuale cessione di Zaniolo rischierebbe di essere concretizzata a un prezzo inferiore, e non di poco, rispetto al reale valore del cartellino del ragazzo. Sarebbe come vendere un appartamento a un prezzo inferiore del trenta per cento o giù di lì. Quindi perché farlo? Meglio, in tutti i sensi, pensare a un piano B, puntando a tenerselo il più a lungo possibile. Ha soltanto ventuno anni, nel caso ci sarà tutto il tempo per immaginare di metterlo sul mercato.