Edin, Edin e ancora Edin. È l'equazione Roma che come risultato fa gol. Pure in questa stagione dove, pure, fin qui di palloni ne ha messi dentro quattordici: undici in campionato e tre in Europa League. Il tutto senza calci di rigore, tanto meno punizioni, ma con la particolarità di aver segnato a quattordici avversari diversi, un gol per volta che, spesso e molto volentieri, per la Roma ha voluto dire uscire dal campo con un risultato positivo per complessivi trentadue punti su quarantadue possibili.

Lo score di queste quattordici volte, infatti, recita dieci vittorie (otto in campionato e le due in Europa contro i turchi), due pareggi (Genoa e Lazio entrambe in casa) e due sconfitte, peraltro arrivate in tempi recenti, ovvero le trasferte sui campi di Sassuolo e Atalanta (e a Bergamo la rete del bosniaco aveva portato in vantaggio i giallorossi, poi c'è stato quel secondo tempo che ha ribaltato risultato, umori e prospettive di classifica).

Insomma, non c'è Roma senza Edin de noantri, considerazione peraltro che è sin troppo banale. E in una squadra in cui tutti gli altri, compresi soprattutto quelli che sulle figurine Panini sono etichettati con il ruolo di attaccante, di gol ne fanno davvero pochini, la presenza del bosniaco è imprescindibile per poter sperare in un risultato che significhi tre punti in più in classifica. È un problema, non Dzeko sia chiaro, perché alle spalle del numero nove giallorosso, c'è il deserto.

Kalinic sin qui è stato più un'assenza che un fattore, ogni volta che è stato chiamato in causa tutto ha fatto meno che lasciare il segno, a parte quella partita contro il Cagliari in cui aveva segnato il gol vittoria al novantesimo, solo che l'arbitro Massa, con la complicità del Var, pensò bene di lavarsene le mani e annullarlo con tutte le polemiche che ne seguirono. Dzeko, in questo senso, è pure in diffida, al prossimo cartellino giallo dovrà inevitabilmente scontare un turno di squalifica e con un Kalinic che non ha dato segni di vita e Zaniolo lungodegente (a Milano contro l'Inter fu schierato da numero nove), per Fonseca non sarà semplice trovare una soluzione.

Certo se e quando sarà squalificato, il bosniaco potrà tirare un po' il fiato, cosa che non fa mai visto che quando ci sono le soste, Edin è il primo della lista dei convocati della Bosnia (e alla prossima dovrà affrontare pure il doppio spareggio per la qualificazione agli Europei e questo vuole dire che non gli sarà risparmiato neppure un minuto di gioco).

Ma c'è ancora tempo per l'appuntamento della nazionale, ora il vero Edin serve a questa Roma che sta attraversando il periodo peggiore da quando Paulo Fonseca si è seduto sulla panchina giallorossa. Serve il bosniaco in grado di decidere le partite, quello che la butta dentro, magari pure pensando alla classifica dei bomber di tutti i tempi della Roma.

Con il gol segnato sul campo del Sassuolo è arrivato a cento reti romaniste, con quello all'Atalanta a centouno, a una sola rete di distanza dalle reti di Vincenzo Montella con la maglia della Roma. L'aeroplanino è al sesto posto della classifica, c'è da credere che sarà superato dal bosniaco che deve ambire ancora a di più. A salire sul podio dei cannonieri giallorossi. Al terzo posto c'è Amadei con centoundici reti. Ne mancano dieci a Edin. Che la scalata cominci oggi contro il Lecce.