Da Pisilli a Venturino, linea verde alla ribalta
In primo piano nell’ultima gara, ma nel 2026 i giovani scalano posizioni. Gasp ha atteso tempi giusti per inserire i meno esperti
(MANCINI)
Chiamatela pure rivoluzione silenziosa. Senza squilli di tromba, né scontri generazionali, tantomeno emorragie tecniche, Gasperini è riuscito a dare nuova linfa alla sua squadra. Facendo di necessità virtù. In questo senso l’ultima partita con la Cremonese è emblematica, con gli innesti di Venturino e Pisilli quasi obbligati per mancanza di alternative nel reparto offensivo (e Niccolò schierato qualche metro più avanti rispetti alle abitudini), poi diventati decisivi nella fase cruciale. Anche oltre le aspettative: il ragazzo cresciuto a Trigoria in gol, sempre graffiante fra le linee e addirittura vicino alla doppietta in soli 20 minuti; l’ex genoano ispiratissimo sulla fascia destra, fra accelerazioni improvvise, dribbling andati a buon fine, costante supporto a Malen e tentativi di conclusione in porta anche pregevoli. Due prestazioni sugli scudi, che si inseriscono nel solco di un periodo mai così florido per i più giovani della rosa.
Fondamentale il certosino lavoro di Gasperini - anche psicologico - nella gestione dei tempi di inserimento in prima squadra. L’attesa avrebbe potuto logorare Pisilli, lusingato a più riprese da altri club e convinto dal tecnico che avrebbe trovato il suo spazio in casa, senza dover cercare fortuna altrove. L’occasione è stata dettata dalla contingenza ed è arrivata con la lunga assenza di El Aynaoui per la Coppa d’Africa, e in parte per l’infortunio (sia pure di breve durata) di Koné. I numeri di Niccolò si sono sensibilmente stravolti nel nuovo anno solare: 218 minuti in campo nella prima parte di stagione, con una sola presenza da titolare; 654’ da gennaio, conditi da tre reti (coppe comprese).
Qualcosa di affine a quanto accaduto a Ghilardi, entrato un po’ alla volta nelle rotazioni per i reiterati guai fisici di Hermoso e diventato (almeno) un co-titolare. Affidabile e sicuro come un veterano, a 23 anni. Con 6 in meno ha già trovato spazio (e gioia del gol) Arena, dentro in Coppa Italia nel pieno della penuria di attaccanti, ma riproposto anche in campionato. Venturino come detto è in rampa di lancio e lo stesso Zaragoza, pur tra i fisiologici alti e bassi del periodo d’inserimento in mezzo ai nuovi compagni, sembra avere caratteristiche adeguate al gioco di Gasp. Intanto con il numero di gol sta salendo anche l’apporto di marcatori differenti: Niccolò e Ndicka li hanno portati a 14 in A (19 complessivi). Tutti sintomi di gasperinismo acuto. Proprio come la gioventù che avanza.
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