Manca come l'acqua in periodi di siccità. Il peso specifico di Amadou Diawara è diventato evidente anche ai più scettici nel corso della crisi che sta attanagliando la Roma dall'inizio del nuovo anno. Come è noto, il guineano è fuori causa dalla sfida di Coppa Italia contro la Juventus del 22 gennaio scorso, quando ha ceduto il menisco esterno del ginocchio sinistro.

Nel corso della conferenza alla vigilia del match con l'Atalanta, Fonseca ha rivelato che potrebbe essere quella che inizia oggi la settimana decisiva per saperne di più sui suoi tempi di recupero. «Sta lavorando bene, parlo tutti i giorni col medico e col giocatore. Mostra evoluzioni quotidiane, speriamo che la prossima settimana (questa, ndr) possa iniziare a lavorare con noi per capire come sta. I segnali sono molto positivi in questo momento».

Il numero 42 sta procedendo con la terapia conservativa dopo aver rinunciato a sottoporsi a un intervento chirurgico che lo avrebbe fatto rientrare a stagione praticamente conclusa. La sua presenza è fondamentale per gli equilibri tattici e l'allenatore portoghese ha assecondato la scelta del calciatore, consapevole che un suo ritorno in gruppo entro tempi ragionevoli può aiutare la squadra a uscire dalle secche dove adesso appare impantanata.

Un aiuto non indifferente potrebbe però arrivare anche da un fattore esterno, a patto di risollevarsi dal periodo gramo e mostrare un atteggiamento opposto a quello palesato nelle ultime settimane. Il calendario della Roma da qui alla prossima sosta (in programma l'ultima domenica di marzo) non sembra proibitivo.

Quattro impegni casalinghi e tre in trasferta nelle prossime sette gare che chiuderanno il lunghissimo - e per ora negativo - ciclo post-natalizio. A partire da quello fondamentale in Europa League. Oltre al fascino congenito del torneo, la competizione internazionale era già a inizio stagione una di quelle nelle quali erano riposte le maggiori aspettative dell'ambiente romanista.

Alla luce dei recenti risultati che hanno complicato non poco la corsa alla prossima Champions, la coppa assume importanza anche maggiore. E l'imminente doppia sfida col Gent può restituire linfa vitale a un gruppo apparso sfiduciato, accendendo allo stesso tempo i riflettori sul periodo incanalato in un cono d'ombra. I belgi sarebbero stati un avversario ampiamente alla portata in altri momenti, ma ora la Roma ha perso certezze e la qualificazione agli ottavi di finale va conquistata sul campo.

Se dovesse arrivare, al ciclo si aggiungerebbero altre due partite da disputare il 12 e il 19 marzo, ovvero a cavallo del match di San Siro col Milan, sulla carta il più impegnativo. Prima Dzeko e compagni se la vedranno in casa col Lecce, nemmeno 72 ore dopo la gara europea (domenica alle 18).

Identico programma la settimana successiva, quando la trasferta in Belgio sarà seguita da quella di Cagliari, contro una squadra che sembra aver già dato il meglio di sé. Poi la Samp in casa, i rossoneri e di nuovo all'Olimpico con l'Udinese. Un percorso che può rimettere la Roma in carreggiata.

Magari anche con l'aiuto dei nuovi acquisti. Fra loro, quello che appare più degli altri due in rampa di lancio è Carles Perez, che proprio ieri ha compiuto 22 anni. «Mi sarebbe piaciuto iniziare il mio compleanno con una vittoria - ha scritto lo spagnolo sul suo profilo Instagram - Inizieremo la settimana lavorando per uscire da questa situazione».