Continua il percorso verso il recupero di Amadou Diawara. Continua nel solco della soluzione scelta di concerto da giocatore e staff tecnico per cercare di rientrare nel più breve tempo possibile: la terapia conservativa. Ieri il guineano si è sottoposto ad altri test, che per il momento continuano a scongiurare l'intervento chirurgico, un'opzione verso la quale non è mai stato incline. Diawara viene monitorato ogni giorno da quando è uscito dolorante dal campo della Juventus (durante l'ultima sfida di Coppa Italia del 22 gennaio scorso) e i primi esami clinici hanno diagnosticato il «trauma distorsivo del ginocchio sinistro con interessamento del comparto esterno», come da comunicato ufficiale del club.

Da allora resta ancora incerta la prognosi, ma il fatto stesso che il centrocampista prosegua nelle terapie del caso implica che le cure stanno dando i frutti sperati. Lo stesso inserimento del suo nome nella lista consegnata alla Uefa per i prossimi turni di Europa League sembra andare in questo verso. I progressi del numero 42 al ginocchio sinistro (lo stesso dell'infortunio di ottobre nella gara con il Cagliari, anche se allora era interessato il comparto interno) sono valutati quotidianamente, ma la prossima tappa importante sarà entro una settimana, dieci giorni, quando si deciderà se proseguire con le cosiddette terapie conservative o andare sotto i ferri.

Chi invece migliora a vista d'occhio è Mkhitaryan, che ieri per la prima volta da quando ha subito la lesione al retto femorale (ovvero all'inizio di gennaio), ha svolto parte dell'allenamento con il resto del gruppo. Appare sempre più vicino il rientro dell'armeno nella lista dei convocati, probabilmente già dalla sfida di venerdì sera contro il Bologna. Non partirà dal primo minuto, ma potrebbe entrare a gara in corso. Mentre toccherà a uno fra Pastore e Perotti sostituire lo squalificato Lorenzo Pellegrini. Esiste anche la possibilità che vengano schierati entrambi.

Fonseca a Reggio Emilia era visibilmente seccato dalla prestazione della squadra e ieri, alla prima seduta di lavoro dopo la brutta sconfitta (domenica i giocatori hanno riposato e lunedì il portoghese era a Coverciano per la cerimonia di premiazione della Panchina d'Oro), ha tenuto a rapporto i suoi. Nessuna sfuriata, ma un discorso deciso sulle responsabilità che attendono tutti. Se la Roma vuole centrare la zona Champions, prestazioni come quella del Mapei non sono più accettabili. Anche perché sta per iniziare la parte "calda" della stagione e i margini di errore si assottigliano ogni giorno di più. Rispetto all'ultima infausta giornata, la formazione cambierà. Non soltanto in attacco.