C'era un tempo in cui Pallotta twittava felice col petto in fuori: "Orgoglioso di questa Roma, di Fonseca e del suo staff". C'era un tempo in cui Il Romanista esaltava lo spirito della squadra in totale sintonia con i tifosi, "per cementare quel senso di unità che sembra ritrovato e che da sempre è la forza della Roma". In quel tempo nelle rubriche tattiche si scriveva che "la squadra ha una bellezza che sta sbocciando in maniera ormai universalmente riconosciuta". E nello spazio dedicato ai lettori pubblicavamo messaggi tipo "questi ragazzi ci fanno impazzire, ci rendono orgogliosi di essere giallorossi", si esaltava Fonseca "dominante come il secondo Spalletti" e si festeggiavano i dirigenti "che avevano costruito una squadra capace di garantire ben undici punti in più rispetto all'anno precedente".

Erano i giorni successivi alla vittoria di Firenze, erano i giorni della vigilia di Natale del 2019, roba di poco più di un mese fa. In quei giorni su queste colonne esaltavamo la straordinaria prova regalata al Franchi da quattro giocatori in particolare: Zaniolo, Pellegrini, Diawara e Florenzi. L'altra sera all'Olimpico di questi quattro non ce n'era neanche uno: uno era squalificato, uno è stato ceduto in prestito, due sono fermi in infermeria e per questa stagione uno di loro neanche tornerà, l'altro sì ma non si sa quando.

L'umore della piazza è finito sotto i tacchi e l'approccio generale e condiviso alla gara di Bergamo di sabato è nerissimo: "speriamo di non prenderne sette pure noi", la frase più gettonata che rimanda alle goleade sofferte da Torino e Udinese. Ma che cosa è successo nel 2020? Di cose ne sono successe diverse, ma c'è una grande consolazione al riguardo, per chi crede almeno nella numerologia: che la quarantena che parte dal 5 gennaio (giorno di Roma-Torino) scade proprio venerdì, tra tre giorni, alla vigilia della sfida di Bergamo di sabato. Vuoi vedere che la Roma contro l'Atalanta dimostrerà che il virus di paura e depressione che aleggia su di sé è stato isolato e debellato? Proviamo a contare i motivi per sperarlo. Noi ve ne proponiamo 10.

Lo spauracchio Atalanta

Abbiamo già affrontato in questi giorni vizi e virtù delle due squadre che si affronteranno sabato al Gewiss Stadium di Bergamo. Dell'Atalanta si conoscono pregi e difetti, ma di sicuro quando i nerazzurri giocano in casa tendono a lasciare qualcosa rispetto alle loro qualità assolute. Basti il dato dei punti fin qui guadagnati: dei 42 punti fatti finora, 25 sono stati colti in trasferta e appena 17 in casa.

È un po' l'opposto della Juventus (che invece ha conquistato all'Allianz 31 dei suoi 54 punti). E la Roma a quanto pare rende un po' meglio fuori che dentro: 21 dei 39 punti sono arrivati infatti lontani dall'Olimpico. In questo maledetto 2020 è rimasto ancora il tabù delle partite casalinghe: su otto partite giocate nel nuovo anno, di cui 4 in casa e 4 in trasferta, la Roma ne ha vinte solo due e tutte fuori (una col Parma in Coppa Italia e una col Genoa in campionato). In casa ha invece tre sconfitte e un pareggio nel derby. Nel 2020 invece l'Atalanta su tre partite a Bergamo ne ha vinta una sola col Parma, una l'ha pareggiata con il Genoa e una l'ha persa con la Spal. Se insomma è vero che l'Atalanta fa paura, in casa un po' l'effetto si annacqua.

La tradizione

E anche la tradizione conforta la Roma: negli ultimi sei anni a Bergamo la Roma ha perso solo una volta, stagione 2016-2017, 2-1 peraltro al 90' con rigore di Kessie, in rimonta dopo l'iniziale vantaggio di Perotti. In assoluto finora 19 partite sono sono state vinte dai nerazzurri, 20 sono finite in parità e 18 sono state le vittorie dei giallorossi. Con un bel 2 sabato si riequilibra il conto.

Il calendario

Resta comunque la difficoltà dell'incontro e quella nessuno la può esorcizzare. Diciamo che però subito dopo questo confronto, anche se la Roma non dovesse vincere al Gewiss, il calendario potrebbe consentire alla squadra giallorossa di recuperare posizioni visto che, con l'intermezzo di Europa League con il non irresistibile Gent, in programma i prossimi 20 e 27 febbraio, i prossimi impegni saranno Lecce in casa, Cagliari fuori, Sampdoria in casa, Milan fuori, Udinese in casa, Napoli fuori, Parma in casa, Brescia fuori e Verona in casa, prima del confronto casalingo con l'Inter del 26 aprile. Nessuna illusione per chi ha fatto zero punti tra Torino, Sassuolo e Bologna, per carità, ma è anche vero che la Roma non può certo essere sparita a capodanno.

L'Europa League

In più c'è da considerare che il palcoscenico europeo offrirà a breve la ribalta della competizione a cui molti romanisti sono strenuamente legati. Subito, come detto, il confronto con i belgi del Gent, secondi nel loro campionato a 8 punti dal Brugge. La Roma giocherà la prima in casa e poi volerà in Belgio per cercare la qualificazione agli ottavi. In caso di passaggio di turno si tornerà in campo il 12 e il 19 marzo. Le favorite per la vittoria finale secondo i bookmakers sono Manchester United, Ajax e Siviglia, poi vengono Inter e Arsenal. La Roma è nel pacchetto delle outsider, subito dopo le prime cinque. Inutile dire che un'eventuale qualificazione restituirebbe entusiasmo e motivazioni di cui tutto l'ambiente potrebbe beneficiare.

L'effetto-Lazio

Uno dei motivi che contribuiscono a generare pessimismo riguardo la stagione sportiva che sta entrando nel vivo ha a che fare con la clamorosa striscia di risultati positivi centrata dalla Lazio che ha proiettato la squadra di Inzaghi a contatto con le prime due. Senza entrare troppo nel merito delle curiose e più recenti interpretazioni arbitrali (basti pensare al derby e alla partita di domenica a Parma: la Lazio con una diversa interpretazione sarebbe uscita con un punto, ne è uscita con quattro), ci sono fior di studi statistici che dimostrano (ne abbiamo parlato anche negli approfondimenti tattici sul Romanista) come la Lazio sia in overperforming, e quindi abbia raggiunto un numero di punti decisamente più alto rispetto a quello che si è meritata. Non stupirebbe nessuno se insomma calasse un po' il rendimento dei biancocelesti e questo magari alimenterebbe anche un clima più sereno intorno alla Roma, magari da parte di quelli che sentono ancora molto la rivalità cittadina. A quelli che invece continuano a considerare la Lazio solo una squadra come un'altra, cambierebbe poco.

Gli errori tecnici

Se abbiamo detto che la Lazio ha raggiunto risultati superiori alle attese, è innegabile che la Roma abbia meno punti di quanti ne avrebbe meritati. E in particolare è il dato sulle conclusioni a parlar chiaro. Quella col Bologna, per esempio, è stata l'unica partita del nuovo anno in cui la squadra giallorossa abbia segnato più di quanto meritato secondo i valori espressi dagli expected goal , 2 contro 1,24 (ma chiaramente la squadra rossoblù ne ha segnati il doppio, 3 contro 1,48). Fino alla vigilia il dato era clamoroso: occasioni per segnare 11 reti, ma appena 7 realmente segnate. E quindi molte delle partite terminate in pareggio (Lazio) o sconfitta (Torino e Juventus, per esempio) avrebbero dovuto finire con una vittoria della Roma. Insomma, basterà aggiustare un po' la mira per tornare a vincere. E gente come Dzeko, Lorenzo Pellegrini, Kluivert o Perotti, Carles Perez o Ünder dovrebbero saperlo fare.

Gli errori tattici

Poi c'è la questione più generale del gioco espresso dalla Roma. È indubbio che soprattutto le partite contro Juventus in Coppa Italia, Sassuolo e Bologna abbiano provocato dei ripensamenti in chi riteneva che Fonseca avesse ormai capito il calcio italiano e adeguato la sua idea di gioco senza perdere in efficacia e spettacolarità. Ma proprio il perpetuarsi di certi errori, soprattutto con l'evidente sbilanciamento nelle transizioni negative, e la consapevolezza maturata nell'allenatore (apprezzabile in questo senso il suo mea culpa) portano a credere che con qualche correttivo già da Bergamo la Roma possa ritrovare il suo equilibrio tattico e tornare a mostrare una versione più solida di se stessa.

L'influenza arbitrale

I guasti dei signori Di Bello, Guida e Calvarese sono sotto gli occhi di tutti. Le partite contro Torino, Juventus (almeno per la ridicola gestione delle ammonizioni) e Lazio sono state fortemente condizionate dalle bizzarre intepretazioni date dagli arbitri di queste gare. Né la Roma è stata particolarmente fortunata quest'anno con Massa col Cagliari, con Maresca con la Sampdoria, o con altri arbitri in partite vinte comunque. Per non parlare del gol regalato da Collum al Borussia Moenchengladbach che avrebbe potuto costare la qualificazione in Europa League. Così è auspicabile che le cose possano cambiare. E se non sarà così ci sarà da pensare male, anzi peggio. La casualità non ammette colpi portati in una sola direzione…

La società

Infine ci sono un paio di alibi che stanno prendendo vigore in una città da sempre troppo sensibile alle voci anche dei cortili: uno riguarda ad esempio il fatto che la squadra stia risentendo del vuoto temporale tra la gestione Pallotta, agli sgoccioli, e quella Friedkin imminente. In realtà il management resterà intatto, almeno fino a fine stagione. Petrachi è indubbiamente tra i dirigenti più sotto osservazione, ma non può esserci un nesso logico tra la mancanza di risultati e la firma del closing per il passaggio delle quote. In ogni caso entro poche settimane sarà tutto ufficiale e così anche questo alibi sparirà

Il mercato

L'altro alibi riguarda invece il mercato. Indubbiamente l'infortunio di Zaniolo resta un fardello pesantissimo da portare fino a fine stagione, ma con Perez e Ünder Fonseca ha comunque due giocatori giovani e di talento da alternare e soprattutto da valutare in prospettiva futura. E finché non rientra Diawara forse in mezzo si starà un po' larghi. Ma la soluzione Mancini con il recupero di uno dei centrali di riserva è lì pronta. E tutto questo dovrebbe essere sufficiente per far sì che la Roma possa arrivare a fine stagione raggiungendo i suoi obiettivi. A cominciare proprio da una bella vittoria a Bergamo.