Se non è la strada più battuta, poco ci manca. Quella che unisce Roma a Sassuolo negli ultimi anni è stata percorsa in ogni verso: promesse del vivaio giallorosso nella maggior parte dei casi, anche se non tutte mantenute. Mandate in Emilia a farsi le ossa nella speranza di poter tornare nella Capitale "pronte". O ancora giocatori e tecnici esplosi in provincia che hanno tentato il grande salto nella piazza importante, fra alterne fortune.

È il caso di Gregoire Defrel, che in giallorosso approda per volere del suo mentore Di Francesco, ma nonostante i pregressi ha poche occasioni per mettersi in mostra e non incide mai. Il francese resta una stagione, da meteora: venti presenze e un solo gol, su rigore, nel 5-2 rifilato al Benevento. A fine anno viene mandato in prestito alla Sampdoria, dove l'ottima stagione non gli vale il riscatto e allora torna proprio a Sassuolo, con la cui maglia questa sera incrocerà la Roma da ex. E da ex (giocatore e scudettato) rientra a Trigoria anche Difra, nelle vesti di allenatore questa volta. È Monchi a optare per lui nella prima scelta decisiva della sua parentesi italiana: il ds spagnolo è rimasto affascinato dal calcio praticato dai neroverdi in Europa League sotto la guida di Eusebio. La sua propensione ai tornei continentali viene confermata anche a Roma, dove il cammino in Champions è straordinario, stupisce tutti e gli vale la conferma. Ma l'annata successiva è disastrosa in ogni torneo e già a marzo salutano entrambi.

Politano, l'altro talento cresciuto nelle giovanili giallorosse e poi passato in Emilia, Matteo Politano, in un altro scontro diretto @Mancini

Ma a inaugurare gli interscambi fra i due club è un altro dirigente, che risponde al nome di Walter Sabatini. È lui a intravedere nel Sassuolo la piazza giusta per lanciare i migliori giovani del vivaio, chiusi da nomi troppo importanti per poter sfondare subito nella prima squadra della casa madre. Chi riesce a realizzare il sogno è Lorenzo Pellegrini. Dopo l'esordio con Garcia viene spedito lì con la formula mutuata dalla Liga - ma all'epoca ancora poco utilizzata in Italia - della cosiddetta recompra, che permette di aggirare la fine delle comproprietà; di realizzare le famigerate plusvalenze; e al tempo stesso di monetizzare il più possibile "la formazione" alla società che funge da apripista alle carriere dei giovani. Per Pelle funziona proprio così: le due stagioni in neroverde fanno deflagrare il suo talento e la Roma non può che riportarlo a casa, a prezzo non proprio di saldo (10 milioni circa). Ma ne vale la pena. La strada solcata da Lorenzo viene seguita anche da altri giocatori in luce nel settore giovanile: da campione d'Italia con la Primavera, Matteo Politano passa per Perugia e Pescara prima di approdare al Mapei e affermarsi definitivamente. Il resto è storia recente: la Roma lo lascia andare, finisce all'Inter, proprio in questa sessione di mercato ha la possibilità di rientrare finalmente nella squadra per cui fa il tifo, ma all'ultimo minuto il trasferimento salta e gli tocca dirottare su Napoli.

Da Sassuolo passano anche Luca Mazzitelli e Federico Ricci, conoscendo entrambi la gioia del primo gol in Serie A, prima di finire in Liguria: all'Entella il primo, allo Spezia il secondo (dove gioca anche Riccardo Marchizza, che pure ai neroverdi era stato ceduto). Una sola presenza per Davide Frattesi; passaggio solo da una Primavera all'altra per Riccardo Cappa. Anche Scamacca cresce a Trigoria e si afferma in Emilia, ma passando prima dall'Olanda. Oggi le due squadre si incrociano di nuovo. Ma soltanto l'una contro l'altra.