Roma-Juventus, Koné sfida Thuram: in mediana è un derby
Compagni per un breve periodo nel 2015-16. ad oggi Deschamps preferisce il romanista, che gli dà più equilibrio. Entrambi sono classe 2001 e nei Bleus si contendono una maglia
(GETTY IMAGES)
Qualcuno, quando sono arrivati in Italia un anno e mezzo fa, lì aveva definiti dei cloni, calcisticamente parlando. Del resto Manu Koné e Khéphren Thuram, pronti a darsi battaglia in mezzo al campo domenica sera, non condividono soltanto la nazionalità francese. Innanzitutto sono coetanei, entrambi nati nel 2001: leggermente più grande lo juventino, nato il 26 marzo (a Reggio Emilia: all’epoca il padre, Lilian, militava nel Parma), mentre Manu spegne le candeline il 17 maggio. Per un breve periodo, i due sono stati persino compagni di squadra, nelle giovanili del Boulogne-Billancourt: una sola stagione, la 2015-16, prima che arrivassero club più blasonati a reclamarli; Khéphren rispose alla chiamata del Monaco, Manu a quella del Tolosa.
Eppure i due hanno continuato a incontrarsi: non soltanto da avversari, nelle sfide dei campionati giovanili, ma anche da compagni, nelle Under della nazionale francese. Assieme hanno fatto tutta la trafila nei petits Bleus: prima l’Under 18, poi l’Under 19, l’Under 21, quindi l’Under 23. A volte tutti e due in campo contemporaneamente, altre volte l’uno sostituendo l’altro. E lo stesso succede oggi nella nazionale maggiore, dove - almeno finora - il Ct Didier Deschamps mostra di preferire Koné rispetto al figlio del suo amico ed ex compagno. O, in caso di due partite ravvicinate, tende ad alternarli. Ma, mentre Thuram finora ha collezionato 4 presenze, Koné ne vanta 12, e dal settembre 2024 è un titolare praticamente inamovibile, l’uomo deputato a dare equilibrio a una squadra principalmente votata all’attacco, che gioca con un 4-2-3-1 in cui Mbappé, Barcola, Olise, Dembélé e Doué garantiscono estro in quantità, ma poca fase difensiva.
E proprio in questo risiede la differenza tra Koné e Thuram: lo juventino tende ad agire leggermente più avanti rispetto al giallorosso, che invece è fondamentale nella fase di interdizione. Fisicamente sono simili: centrocampisti totali, “box-to-box” come piace tanto dire oggi, ma è nell’interpretazione del ruolo che differiscono. Magari Khéphren sarà anche leggermente più tecnico, ma meno propenso al tackle e al ripiegamento difensivo rispetto a Manu. Detto che entrambi sanno comunque coprire le due fasi, domenica si ritroveranno l’uno di fronte all’altro in una sfida nella sfida ricca di fascino. E di muscoli.
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