Gli è bastato un anno e mezzo per diventare uno di quei giocatori dei quali fidarsi a prescindere. E questa sera sul campo del Sassuolo, Bryan Cristante raggiungerà quota sessanta presenze con la maglia della Roma. Non poche in un lasso di tempo così ridotto, nel quale ha dovuto anche far fronte a un lungo stop per l'infortunio agli adduttori (rimediato a Genova contro la Samp nello scorso ottobre), che lo ha costretto ai margini fino a venti giorni fa. Sessanta è un numero speciale per lui, che mai nella sua (ancora breve) carriera aveva raggiunto la cifra tonda. Con nessun'altra squadra. Comprese quelle in cui le sue doti sono esplose: si è fermato a 59 con l'Atalanta, stesso numero di gare collezionato con la Primavera del Milan (quindi non da professionista), che pure lo ha lanciato verso il calcio che conta, col successivo trasferimento da giovanissimo al Benfica (20 le sue partite con il club portoghese).

Poi la Roma, dove si è imposto come titolare più o meno fisso, nonostante il ruolo delicato e la concorrenza importante in questa sua prima stagione e mezzo in giallorosso. Perché il numero 4 è così, può anche vivere i fisiologici alti e bassi che prima o poi toccano a tutti i giocatori, ma tutti sanno di poter contare su di lui. Fin dal primo giorno in cui ha messo piede nella Capitale, nell'estate del 2018. Pochi mesi dopo l'investitura è arrivata direttamente da Capitan De Rossi, che nel giorno dell'addio ha avuto parole dolci soprattutto per lui, uno degli ultimi arrivati ma già così disponibile e "dentro l'anima" della squadra da conquistare uno che di romanismo se ne intende.

E dopo Di Francesco e Ranieri, che hanno sempre o quasi puntato sulla sua affidabilità tattica, tocca a Fonseca affidarsi al soldato Bryan. Otto presenze da titolare nelle prime nove gare ufficiali disputate dalla Roma in questa stagione fra Europa League e Serie A. Un avvio più che convincente per Cristante, che sigla anche uno dei primi gol della gestione tecnica del portoghese: terza giornata di andata, dopo due pareggi consecutivi col Genoa e nel derby, i giallorossi dilagano proprio nella sfida con il Sassuolo. Quattro reti in venti minuti per chiudere la pratica e dare spettacolo. Il primo porta la firma di Cristante, che sblocca il risultato con uno dei pezzi forti del repertorio, personale e anche collettivo, quantomeno a inizio annata: colpo di testa su preciso corner di Pellegrini. Qualche settimana dopo quel brutto ko a Marassi. L'incertezza fra intervento e terapie, anticipando quanto accaduto anche all'altro mediano Diawara. Ma dal 2020 in poi Cristante è di nuovo una colonna.