Flash back. Torniamo all'inizio di questo mercato invernale che ha appena chiuso i battenti, volendo anche più indietro nel tempo. Da tutti o quasi, in cosa era stata individuata la priorità del mercato? Risposta facile facile: un vice Dzeko. Soprattutto perché Kalinic nella prima parte della stagione tutto aveva fatto meno che dare risposte incoraggianti, complice anche una frattura alla testa del perone che lo aveva costretto a rimanere in infermeria per oltre due mesi. Bene, si fa per dire, il problema è rimasto tale. Anche perché il croato arrivato l'estate scorsa in prestito dall'Atletico Madrid, non ne ha voluto sapere di rifare le valigie per andare a concludere il prestito con una maglia diversa da quella giallorossa.

Allora, adesso, Fonseca come proverà a risolvere la questione, considerando che, come minimo, alla Roma mancano ancora diciannove partite ufficiali (ma noi speriamo parecchie di più)? Come farà rifiatare Dzeko, considerando che il bosniaco almeno in campionato è in diffida e rischia, prima o dopo, di saltarne una per squalifica? Certo l'opzione Kalinic rimane ancora, il croato è a disposizione e la speranza che possa, prima o dopo, dare risposte migliori rispetto a quelle che ha dato fino a questo momento, rimane ancora una possibilità che si può esplorare. Ma se il centravanti dovesse essere ancora quello visto a Torino contro la Juve in coppa Italia, chi può essere il giocatore in grado di non farci sentire troppo orfani di Dzeko, tenendo pure conto che il vice designato in alternativa, Nicolò Zaniolo, lo rivedremo in campo soltanto la prossima stagione? Azzardiamo un'ipotesi, non pretendendo che sia la soluzione, è un'idea, un consiglio, un tentativo eventualmente da provare nel momento che Dzeko non fosse a disposizione.

Allora ci proviamo: Carles Perez. Sì, il catalano arrivato dalla Cantera del Barcellona, ragazzo che un minimo di esperienza ad alto livello l'ha già maturata, in possesso di una tecnica importante e con una fisicità che potrebbe consentirgli di giocare anche spalle alla porta. Si dirà: ma non arriva a centosettantacinque centimetri, come può giocare da centravanti? Obiezione che ci sta tutta, ci mancherebbe, ma che, limitandola nel tempo, potrebbe essere ovviata giocando in una maniera diversa, ovvero senza alzare mai il pallone in alto, palla a terra, sponde, triangolazioni per poi puntare la porta avversaria. In un'eventualità del genere, poi, sarebbe una conseguenza quella di evitare i lanci lunghi dalla difesa perché il catalano certamente non potrebbe garantire quel gioco aereo, spizzate del pallone, controllo di fisico per far salire la squadra, che sono caratteristiche di Dzeko. L'abbiamo buttata lì, toccherà a Fonseca farci capire se è un'idea che può essere cavalcata.