Edin Dzeko è il capocannoniere della Roma del decennio che si sta per concludere, con 97 gol all'attivo. Ma non è questa la notizia. Sì, che il bosniaco abbia superato un certo Francesco Totti, che di reti ne ha segnate 68 dal 2010 al 2017, quando cioè ha smesso di giocare, in parte lo è, ma era nelle cose, certamente per lo scarto di quasi trenta gol e per il fatto che Dzeko ha il numero 9 sulle spalle, anche se parecchi intenditori vedono in lui anche un 10 e un 11 nello stesso tempo.

A tre lunghezze da quota 100, che a tutto gli servirà fuorché andare in pensione, è proprio qui il vulnus: Edin Dzeko è sempre più centrale nella "sua" Roma. Sua, perché in estate l'ha scelta ancora una volta, prolungando anche un po' a sorpresa il suo rapporto con il club. Ha fatto marcia indietro, ha detto no ancora una volta ad Antonio Conte, costringendolo a dirottare le sue energie su altri attaccanti a pochi giorni dalla fine del mercato.

Sì, perché se si era promesso all'Inter dopo la maledetta primavera del 2019, perché le ambizioni e i presupposti delle due società sembravano molto differenti allora, si era inorgoglito quando i nerazzurri non affondavano il colpo per acquistarlo e contestualmente Fonseca e i suoi compagni facevano i salti mortali per convincerlo a restare, dimostrandogli quanto fosse importante.

Così, dal 16 agosto scorso, da quel «Roma è casa mia», sono arrivati tanti gol (e tanti assist) che ne hanno certificato l'assoluta necessità per la squadra del tecnico portoghese. Campione assoluto, che pure in qualche circostanza ha diviso e continua a dividere. Pensate se pure nel suo primo anno a Roma avesse fatto una stagione da Dzeko, avrebbe già polverizzato ogni record.

Ora è tempo di ricaricare le pile: Edin è volato a Dubai dopo Fiorentina-Roma per raggiungere la sua famiglia (moglie, figli e la famiglia della sorella) in vacanza negli Emirati Arabi e lì trascorrerà gli ultimi giorni rilassandosi al caldo. Poi tornerà a disposizione di Paulo Fonseca per preparare al meglio le due gare casalinghe con le torinesi nelle quali Edin spera di toccare quota 100 gol, appunto, con la maglia giallorossa.

E proprio con l'allenatore portoghese è scoppiato in questa prima metà di stagione l'idillio. Dopo l'epoca di Spalletti, con cui Edin si era esaltato, furono buoni i rapporti anche con Di Francesco, che lo stimava tanto, ma con il quale non riuscì a rendere come in passato e come sta rendendo nella stagione in corso. Anche grazie a tutti loro, Edin, che ha eletto la Roma a squadra nella quale ha la più lunga militanza della sua carriera (tanto da diventarne, de iure e de facto, il vice capitano), nella speciale classifica dei cannonieri del decennio si è lasciato dietro nella storia del club calciatori come i due "faraoni" Stephan El Shaarawy e, soprattutto, Momo Salah (che si è fermato a 34 prima di andare a crescere ancora al Liverpool).

A seguire, Nainggolan è soltanto una lunghezza sotto rispetto all'egiziano, mentre Pjanic, anche grazie alle sue punizioni, è arrivato a quota 30. In settima posizione c'è l'attuale numero 8, Diego Perotti, che anche beneficiando del fatto che è rigorista, dal 2016 è riuscito a totalizzare 29 gol. Sempre all'interno dell'elenco dei migliori realizzatori della squadra giallorossa, c'è anche l'attuale capitano, Alessandro Florenzi, che, nonostante la posizione spesso arretrata, è riuscito a siglare 28 reti. Al pari del numero ventiquattro troviamo l'ex capitano storico, Daniele De Rossi, e l'argentino Pablo Daniel Osvaldo, protagonista della primissima parte dell'era americana.