Ha un patrimonio in giro per l'Europa la Roma, ma non tutti i patrimoni offrono una rendita consona. E se Nzonzi, mandato al Galatasaray con un prestito che facilmente (sarebbe bastato mezzo milione di euro) sarebbe potuto diventare biennale, ha pensato bene di rompere i rapporti, tanto che il club turco sta pensando di rispedirlo al mittente a gennaio, le buone notizie - sotto forma di gol - arrivano da Patrik Schick, pure lui ceduto a fine state, pure lui in prestito, con diritto di riscatto. Lo ha preso il Lipsia, ambizioso club tedesco che ha chiuso al terzo posto la Bundesliga 2018-19, alle spalle delle intoccabili Bayern Monaco e Borussia Dortmund, ma davanti a tre grandi del calcio tedesco come il Bayer Leverkusen, il Borussia Moenchengladbach finito nel girone dei giallorossi in Europa League, e il Wolfsburg.

Soprattutto, il Lipsia è la squadra di Bundesliga creata a tavolino - rilevando il titolo di una società di quinta divisione regionale - dal colosso delle bibite energetiche Red Bull, che lo ha chiamato RasenBallsport Leipzig (Sport della Palla sul Prato Lipsia), per poter usare la sigla RB, aggirando le norme sulle sponsorizzazioni della federcalcio tedesca. Pochissima trazione (un secondo posto nella Bundesliga 2016-16, uno nell'ultima Coppa di Germania), grandissima ambizione, come si conviene a una ricchissima multinazionale che controlla due scuderie di Formula Uno, e le squadre di calcio di Salisburgo e New York: la società ideale per tentare il rilancio di un giocatore dal potenziale enorme, in buona parte inespresso, che non ha più ripetuto la media gol dell'anno alla Sampdoria, 11 gol in 32 partite, che però per buona parte del campionato erano spezzoni, visto che a inizio anno la coppia titolare, nel 4-3-1-2 di Giampaolo, era Quagliarella-Muriel, e solamente ad aprile il ceco ha tolto il posto al colombiano.

A giugno lo aveva preso la Juve, per 30,5 milioni di euro: c'era una clausola per prenderlo a 25, ma i bianconeri si accordarono per una cifra superiore pur di dilazionare in tre anni. Un problema cardiaco, emerso alle visite mediche, fece saltare l'operazione: problema risolvibile, tanto che il 29 agosto 2017, tornato operativo, la Roma annunciò il suo acquisto, con una formula particolarmente articolata, 5 milioni per il prestito, 9 per il riscatto condizionato, 8 di eventuali bonus, più un'ultima, consistente rata, entro il primo febbraio 2020. Se la Roma (che l'estate prima era stata a un passo dal prenderlo dal Bohemians, a 4-5 milioni) avesse ceduto il giocatore entro quella data, avrebbe dovuto versare alla Sampdoria il 50% dell'incasso, con un minimo garantito di 20 milioni, dovuto anche nel caso che si è poi verificato, ovvero i giallorossi ancora proprietari del cartellino. Totale 42 milioni, ben più alto di quanto avrebbe pagato la Juventus: la clausola di 25 era già scaduta, e il prezzo lo ha fatto Ferrero, sfruttando l'interessamento di Inter e Napoli.

Solo che un'estate senza fare la preparazione si è fatta sentire, come l'impatto con la grande piazza. E la presenza in rosa di un intoccabile come Dzeko non ha facilitato le cose: a Lipsia ha segnato già 4 gol in campionato, con il prossimo eguaglierà il bottino in due anni di Serie A in maglia giallorossa. Il primo il 30 novembre contro il Paderborn, con una sorta di balletto sul pallone per liberarsi del difensore, poi un assist contro l'Hoffenheim, e 3 centri nelle ultime 3, contro Fortuna Dusseldorf, Borussia Dortmund e Augsburg. «Mi piacerebbe rimanere al Lipsia - ha dichiarato in zona mista, al termine dell'ultima gara, secondo quanto dichiarato dal portale dell'emittente mdr.de - siamo tanti giovani quindi non ci sono stati problemi per trovare spazio. Siamo un'ottima squadra e ci divertiamo molto».

Anche il ds Krosche, secondo quanto riportato da Kicker, se lo terrebbe volentieri: «Si è adattato perfettamente qui e questo è anche il posto perfetto per lui. Con il nostro stile di gioco è in una situazione in cui può sfruttare al massimo i suoi punti di forza». E la Roma sarebbe ben contenta: lo ha ceduto in prestito oneroso a 3,5 milioni (più mezzo di bonus), il diritto di riscatto è fissato a 28 milioni (29 in caso di qualificazione in Champions). Meno di quanto era costato, ma sono soldi che arriverebbero nel 2020, dopo tre anni di ammortamento, che eviterebbero ogni minusvalenza.