Trattano. Tra alti e bassi, come succede in qualsiasi affare che vede in ballo centinaia di migliaia di euro. Ovvero chi vende vuole incassare il massimo, chi compra punta a pagare il meno possibile. Come accade anche a noi quando andiamo a comprare un cappotto. Solo che qui i numeri in ballo sono assai differenti. Con un punto interrogativo che vale circa duecento milioni. Cioè lo stadio che verrà. Perché in questa trattativa che sta andando avanti da diversi mesi, la valutazione del brand giallorosso non può non subire un'oscillazione verso l'alto con il sì definitivo che pare peraltro assai prossimo alla costruzione dell'impianto di Tor di Valle. Ballano, in sostanza tra i centocinquanta e i duecento milioni di euro sulla valutazione della Roma e su questo le parti stanno discutendo provando a trovare un punto d'incontro. Che potrebbe essere trovato con una serie di clausole quantificate in cash da garantire nel momento che l'iter dello stadio arrivasse finalmente alla fumata bianca.

La trattativa si sta svolgendo interamente negli Stati Uniti e se si concluderà positivamente anche il passaggio di consegne sarà fatto negli States con il versamento del cash nella AsRoma Spv Llc che ha sede nello stato del Delaware dove le pratiche burocratiche possono essere risolte nello spazio di un paio di giorni. Pallotta prima di cedere, però, vuole i soldi richiesti, anche perché l'attuale presidente non ha ancora metabolizzato fino in fondo l'idea di privarsi della Roma in un momento come questo che vede una squadra rilanciata e, soprattutto, la vicenda stadio sempre più vicina a una conclusione positiva.

Per questo non è da escludere che, almeno inizialmente, Pallotta rimanga, magari con una quota di minoranza, all'interno della Roma, conservando soprattutto un interesse per lo stadio. Mentre i due grandi capi continuano a confrontarsi, c'è da dire che la due diligence sta proseguendo spedita avviandosi verso la conclusione. Dopo quella economica, finanziaria e fiscale, si è arrivati alla verifica della parte legale. Entro pochi giorni anche questo aspetto dovrebbe concludersi dando il via definitivo alla parte finale della trattativa. Cioè al tot che Friedkin dovrà garantire per l'acquisto del pacchetto di maggioranza che, inizialmente, potrebbe limitarsi anche al cinquantuno per cento. Sufficiente per diventare il ventiquattresimo presidente della Roma.