Zuppa inglese a Marassi: no, nessun riferimento alle condizioni meteorologiche attese domenica pomeriggio, bensì alla grande componente britannica che caratterizzerà la sfida. A partire dallo Stadio Luigi Ferraris, ritenuto a ragione il più "british" degli impianti italiani: niente pista d'atletica, distanza minima tra spalti e campo, proprio come si usa Oltremanica. Non a caso ospita, oltre ai blucerchiati, anche il Genoa, primo club calcistico nostrano, fondato da un gruppo di inglesi di stanza a Genova e inizialmente battezzato Genoa Cricket and Athletic Club.

Ma il teatro dell'incontro non sarà l'unico richiamo alla patria di Shakespeare e Churchill, perché in campo si daranno battaglia due squadre composte da calciatori che (con alterne fortune) hanno trascorso una parte della loro carriera in Inghilterra. La Roma ha in rosa dieci giocatori che sono passati per la Gran Bretagna: c'è chi, come Pau Lopez, non è riuscito nemmeno a debuttare in Premier League con il Tottenham, e chi - con gli stessi Spurs - ha avuto poca fortuna come Fazio, al punto di decidere di tornare in Spagna.

C'è chi, come Veretout, ha trascorso una sola stagione oltremanica (2015-16, all'Aston Villa: 25 presenze in Premier, senza reti) e chi invece, come Chris Smalling, lì è cresciuto e si è consacrato, partendo dal basso fino a raggiungere il titolo di campione d'Inghilterra con il Manchester United.

A proposito di Manchester, ma sponda blu, Kolarov e Dzeko si sono tolti più di una soddisfazione: il serbo, salvo sorprese, a Marassi taglierà il traguardo delle 100 presenze in giallorosso; il bosniaco, alle prese con la doppia frattura allo zigomo, dovrebbe lasciar spazio a Kalinic, che per una stagione ha vestito la maglia del Blackburn. E poi Santon (Newcastle), oltre a Zappacosta e Mkhitaryan, anche se questi ultimi due non faranno parte della trasferta in terra ligure.

Da Sor Claudio a Sir Claudio

Proprio quando Jordan Veretout si metteva in mostra a Birmingham, l'attuale tecnico dei nostri prossimi avversari dava vita a una delle più grandi imprese del calcio moderno. Perché, al di là della facile retorica sulla "favola Leicester", Claudio Ranieri nel 2015-16 ha compiuto qualcosa di più unico che raro. Riuscendo a fare quello che invece non era stato capace di realizzare al Chelsea, tra il 2000 e il 2004: un secondo posto e una semifinale di Champions League, prima di essere silurato senza troppi complimenti da Roman Abramovich per fare spazio in panchina a José Mourinho.

Ben più breve l'esperienza al Fulham (squadra che ha lanciato, ormai dieci anni fa, Chris Smalling) nella passata stagione: esonerato dopo tre mesi e mezzo, prima di tornare a Roma per sostituire Di Francesco. Ma dopo aver scritto la storia in Inghilterra, Claudio è passato da "Sor" a "Sir", da Tinkerman (aggiustatore) a Thinkerman (pensatore). E la Premier vinta a Leicester gli è valsa il Premio Bearzot e quello come miglior tecnico del 2016 secondo la Fifa.

Nella sua nuova squadra, Ranieri ha trovato alcuni giocatori che in Premier ci sono stati: basti pensare all'uruguagio Gaston Ramirez, ceduto dal Bologna nel 2012 al Southampton; due stagioni con i Saints, quindi il prestito all'Hull City e infine l'anno e mezzo al Middlesbrough, che gli vale la chiamata della Sampdoria nell'estate 2017.

È passato per il Southampton anche Manolo Gabbiadini: chiuso da Higuain e Mertens al Napoli, l'attaccante bergamasco nel gennaio 2017 decide di cercare fortuna in Premier League. Nei due anni in biancorosso, totalizza 58 presenze, condite da 12 reti, prima di tornare lo scorso gennaio in Italia, proprio alla Sampdoria.

Non ha mai giocato in Premier League, ma in Championship (la Serie B inglese) Ronaldo Vieira. Pur condividendo il cognome con una leggenda del calcio inglese, il 21enne della Guinea-Bissau ha passaporto inglese e vanta due stagioni con il Leeds United, nobile decaduta del calcio britannico: 63 presenze e 1 gol nel club di Cellino, prima della chiamata della Samp. Un bel pezzo d'Inghilterra pronto a darsi battaglia a Genova, insomma. Nella speranza che Kolarov e compagni riescano ad avere la meglio su quella "vecchia volpe" di Sor... pardon, Sir Claudio.