Paul Rogers, Head of Strategy della Roma, ha rilasciato un'intervista al portale britannico Joe sul tema del razzismo nel calcio: "Il messaggio deve essere forte e chiaro, tolleranza zero". Ecco le sue dichiarazioni:

"La stragrande maggioranza dei tifosi italiani è stanca di questo. A loro non piace essere visti come razzisti perché la stragrande maggioranza di loro non è affatto così. Il calcio italiano - le autorità, i club, potenzialmente alcuni giocatori, i tifosi e i media - sono stati tutti piuttosto deboli sul razzismo e questo deve cambiare. Non penso sia negativo, ma indossare magliette con 'No al razzismo' non basta. Questo non è abbastanza, anche se è un messaggio che dovremmo promuovere".

"Le interviste al ragazzo daspato a vita dalla Roma?L'ho trovato abbastanza strano. Questo ha permesso al colpevole di quasi normalizzare il razzismo e dipingersi in qualche modo come vittima. Per me è abbastanza incredibile che un quotidiano nazionale in Italia dia una piattaforma a qualcuno che è razzista. Non possiamo farlo da soli. Abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti se vogliamo affrontare questo problema, compresi i media."

"Non pretendiamo di essere esperti in questo. Siamo aperti a saperne di più su come affrontare al meglio questo, sia che si tratti di parlare con i giocatori che sono stati a rischio di abuso, sia ad altri club in Italia e all'estero. Stiamo anche cercando di sederci accanto alle organizzazioni create esclusivamente per affrontare ogni forma di discriminazione nel calcio".

"Se risolvere il razzismo nel calcio fosse semplice, sarebbe stato affrontato molto tempo fa. È importante perché, se vogliamo, possiamo lavorare insieme. Il nostro messaggio deve essere molto chiaro ora: tolleranza zero".

Paul Rogers qualche settimana fa aveva rilasciato un'intervista a Il Romanista spiegando la strategia social della Roma e nello specifico la campagna avviata con Missing Children.