Il nuovo che avanza: la Roma di Paulo Fonseca comincia a prendere forma e la vittoria di Lecce, arrivata dopo lo stop casalingo con l'Atalanta, lo conferma. La crescita si vede: c'è ancora molto su cui lavorare, com'è ovvio che sia dopo un mese dall'inizio della stagione, ma l'inserimento dei nuovi acquisti procede bene. Al Via del Mare la squadra titolare era per sei undicesimi figlia della campagna acquisti estiva di Gianluca Petrachi: oltre a Pau Lopez, inamovibile tra i pali, hanno giocato insieme per la prima volta in coppia Mancini e Smalling, arrivati a puntellare un reparto arretrato orfano di Manolas e reduce da una stagione a dir poco disastrosa. L'inglese e il toscano sono risultati tra i migliori in campo, contribuendo al primo clean sheet giallorosso di questo campionato (l'altro era arrivato in Europa League contro il Basaksehir). L'ex United, in particolare, mostra di essersi calato perfettamente nella nuova realtà, pur essendo domenica alla seconda presenza con la Roma.

Discorso simile per Veretout: arrivato nella Capitale in ritardo di condizione fisica, si è messo sotto e dal Sassuolo in poi non ha mai abbandonato il campo, subentrando soltanto in Europa League: per il resto, 360' in quattro gare per il francese. Che a Lecce è stato affiancato a Diawara, in un'inedita cerniera di centrocampo che cointribuisce alla nuova spina dorsale della Roma. Sulla trequarti a sinistra c'era invece Mkhitaryan, colpo last-minute del ds che lo ha prelevato in prestito secco dall'Arsenal: l'armeno finora ha disputato tre gare da titolare, quando - sarà un caso - i giallorossi hanno sempre vinto. Subentrato nella ripresa contro l'Atalanta, l'ex Arsenal finora ha totalizzato 287', conditi da un gol all'esordio e dall'assist fornito a Dzeko due giorni fa. A proposito di Edin, può essere considerato per certi versi un nuovo acquisto anche lui: il centravanti bosniaco, dopo aver rinnovato fino al 2022, è lontano parente di quello visto nella passata stagione, svogliato e spesso nervoso. Ora è con tutti i sentimenti dentro la Roma, che sta trascinando con i suoi gol (cinque in sette partite tra campionato ed Europa League, in media uno ogni 123'). Con 614' disputati in stagione, il numero 9 è il terzo calciatore più presente della rosa: soltanto Pau Lopez e Kolarov hanno un minutaggio maggiore, ma si tratta degli unici due calciatori sempre presenti nelle prime sette partite stagionali.

(Ri)cambio di stagione

Sei volti nuovi al fischio d'inizio, altrettanti al fischio finale: sostituito Mkhitaryan con Cristante, Paulo Fonseca ha mandato in campo Spinazzola al posto di Florenzi. Lo stesso esterno ex Juve, in grado agire su entrambe le fasce, rappresenta una validissima alternativa per l'allenatore portoghese e, dopo il guaio muscolare che lo ha costretto a saltare le prime due giornate, si sta ritagliando uno spazio importante. Quello che sperano di ottenere anche Zappacosta e Kalinic: il primo ha giocato 12' all'esordio con il Genoa prima di essere fermato da un infortunio muscolare, mentre il croato sta lavorando per trovare la migliore condizione e finora ha collezionato due spezzoni per un totale di 30'. Senza dimenticare Mert Cetin, scommessa tutta da scoprire. Ci sarà tempo per tutti: del resto, si sa, Roma non fu costruita in un giorno.