La prassi di solito è diversa. Nel senso che le società italiane ci hanno abituato a lamentarsi delle direzioni arbitrali in occasione di un pareggio o di una sconfitta, conseguenza di fischi dell'uomo una volta in nero, che in qualche maniera avevano avuto il loro peso sul risultato. In particolare, poi, a noi romanisti quest'accusa è sempre stata arricchita dal consueto «i soliti piagnoni romanisti», cosa sempre smentita dai fatti. Ecco, stavolta vogliamo fare i piagnoni in occasione di una vittoria che ci ha fatto godere come poche altre, pur nella consapevolezza di aver assistito a uno scempio arbitrale, nel silenzio assoluto del Var e con una complicità televisiva che non ha rispettato la verità e le centinaia di migliaia di tifosi romanisti che pagano per vedere la loro squadra.

Dinastia Pairetto

A fischiare ieri al Dall'Ara, c'era Luca Pairetto, piemontese di Nichelino, imprenditore, figlio di Pierluigi, sì quello lì, arbitro internazionale anni ottanta e novanta, poi designatore arbitrale fino al 2005, prima che Calciopoli lo travolgesse con sentenze di condanna sportive e penali, conseguenza di una frequentazione moggiana certificata da parecchie intercettazioni. È stato condannato anche a pagare un risarcimento di ottocentomila euro alla Federcalcio (pagati?). Prima di tornare a Luca, c'è da dire che l'altro figlio maschio di Pairetto di nome fa Alberto e dal 2013 lavora nella Juventus in ruoli sempre più importanti. Sarà un caso, certamente. Concentriamoci ora su Luca che ieri a Bologna ha dato il peggio di sè. Non vogliamo neppure troppo soffermarci sulla gestione dei cartellini gialli, tre al Bologna, sei ai giallorossi due dei quali a Mancini (il primo ai limiti dell'incomprensibile) che hanno portato all'espulsione. Ci limitiamo a raccontare i fatti: 1) nel primo tempo Dzeko è nell'area avversaria, stretto tra due giocatori del Bologna. Fa passare il pallone, lui non passa perché uno dei due difensori gli mette una gamba davanti e lo stende, Pairetto figlio di Pierluigi fa segno che non c'è nulla. Invece era rigore. Uno pensa, ora interverrà il Var, silenzio assoluto; 2) la Roma è appena passata in vantaggio con una punizione pennellata da Kolarov, il Bologna prova a reagire, c'è un pallone rasoterra che arriva nell'area della Roma, Kolarov chiude la diagonale prendendo il pallone in anticipo su Soriano che crolla a terra. Pairetto figlio di Pierluigi assgna il rigore. Uno ripensa: ci penserà il Var a intervenire, invece ancora silenzio assoluto; 3) la Roma prova a riportarsi in vantaggio, c'è un netto fallo di mano (braccio largo) di Danswil nell'area di rigore bolognese, con le nuove regole non ci sono se o ma, è rigore. Pairetto figlio di Pierluigi fa finta di niente, figuratevi il Var. E alla fine della partita, dopo l'orgasmo del gol vincente di Dzeko, abbiamo dovuto vedere i giocatori del Bologna lamentarsi di chissà quale torto in occasione del raddoppio, conseguenza di un fallo (netto) di Santander su Juan Jesus che secondo Medel e compagni non c'era ma che era stato fischiato da Pairetto figlio di Pierluigi. Roba da pazzi.

Il Var era rotto?

Tutto questo, poi, nell'era della tecnologia, del Var che vede tutto (o quasi) e che dovrebbe garantire anche da eventuali errori. A Bologna evidentemente era rotta. Perché quando doveva intervenire non l'ha mai fatto, contribuendo ai disastri di Pairetto figlio di Pierluigi. Forse una spiegazione si potrebbe azzardare. E cioè che ieri al Dall'Ara davanti (o dietro?) al Var c'era il signor Calvarese che in passato di disastri già ne ha fatti parecchi. Ieri doveva essere particolarmente distratto, ne sarà stato contento il presidente Lotito con il quale i bene informati garantiscono che abbia rapporti di grande cordialità.

La questione Sky

Chi scrive è abbonato a Sky dal primo giorno riconoscendone l'ottimo servizio sportivo che fornisce. Ma questo non può far passare sotto silenzio, l'inqualificabile dopo partita andato in scena ieri dopo il fischio finale della partita di Bologna. A dar retta a opinionisti (ma de che?) variegati, sembrava che la squadra uscita dal campo danneggiata fosse stato il Bologna, conseguenza dell'episodio finale che ha portato al gol di Dzeko che solo chi capisce poco di calcio (non ci permettiamo di parlare di malafede) può mettere in dubbio al punto che neppure Pairetto figlio di Pierluigi se l'è sentita di non fischiare quel fallo su Juan Jesus. Neppure una parola, da parte dei presunti opinionisti, sui calci di rigore non dati alla Roma o su quello assai dubbio se non inesistente dato al Bologna. Ma si può? Cari signori, pur non volendo tirare in ballo l'onestà intellettuale, sarà il caso che vi ricordiate che i tifosi della Roma pagano l'abbonamento tale e quale a quelli di Juventus, Inter, Milan, Napoli, Lazio. Meritano almeno il rispetto della verità. E ora chiamateci piagnoni.