Macinare chilometri e superare gli ostacoli. Una filosofia di vita, per i romanisti, che di ostacoli ne hanno scavalcati parecchi nel corso della loro storia. Ma ce n'è uno che da diversi anni or sono continua ad affliggere il nostro campionato: il caro biglietti. Nel corso della stagione 2018-2019, il costo medio di un tagliando nei settori ospiti delle partite giocate dalla Roma in Serie A è stato di 36,16 euro (dal calcolo del valore è stata esclusa, in quanto vietata, la partita del San Paolo contro il Napoli). Le cifre più alte sborsate dai tifosi giallorossi sono state quelle relative alle partite contro la Juventus (65 euro), il Cagliari (50 euro) e il Sassuolo (40 euro, ultima trasferta di De Rossi con la Roma).

Disertarono la trasferta di Torino, proprio a causa dei prezzi applicati dal club bianconero, i Fedayn. Lo storico gruppo della Sud protestò a ridosso della gara contro il Genoa, esponendo a Piazza Mancini uno striscione con su scritto: «A Torino disertiamo per il caro biglietti, 65 euro: siate maledetti!». Un'autentica piaga, quella del caro biglietti, se si pensa che nel corso degli ultimi due anni la percentuale di aumento del prezzo dei settori ospiti in campionato è stata del 17,6% (30,76 euro il prezzo medio nella stagione 2016-2017, 36,16 euro lo scorso anno). Senza dimenticare che al costo dei tagliandi vanno poi aggiunte le spese relative agli spostamenti, oltre a quelle per pernottamenti (tavolta obbligatori, considerando l'orario d'inizio di alcune partite, soprattutto le più appetibili). Nonostante tutto, dati alla mano, al termine della Serie A 2018-2019, il numero medio dei tifosi giallorossi presenti in trasferta si è attestato sulle 1.300 unità (escluse dalla media la partite contro il Napoli e il derby), con i picchi di spettatori registrati a Bologna (3.000), Parma (2.500) Firenze (2.000), Milano (2.000 in occasione della sfida col Milan) ed Empoli (2.000).

Un numero comunque buono se, alle problematiche descritte in precedenza, si aggiunge anche la condizione in cui versa gran parte degli impianti sportivi italiani. L'auspicio è che le società e le autorità competenti possano intervenire per cambiare strategia e riportare i tifosi a riempire gli spalti italiani. Una possibile soluzione potrebbe essere quella di istituire un tetto massimo al costo delle trasferte, come da quest'anno avviene nella Lega professionistica francese (i biglietti costano 10 euro per le partite di Ligue 1 e 5 euro per le partite di Ligue 2). Nel frattempo, i tifosi romanisti continuano a seguire la propria squadra del cuore ad ogni costo. In tutti i sensi. Avverrà per la prima volta in stagione lontano dall'Olimpico domani a Bologna, dove i seggiolini degli spicchi A e B della Curva Ospiti del Dall'Ara saranno gremiti in ogni ordine di posto. Proprio come lo scorso anno e allo stesso prezzo, infatti, sono 3.000 i romanisti che si sono assicurati un tagliando per assistere alla prima trasferta stagionale della Roma di Fonseca. Un sold out che si è fatto attendere più del solito per via dell'errata interpretazione dell'articolo 8 del Decreto Sicurezza bis, questione risolta grazie al repentino intervento dell'avvocato Lorenzo Contucci e della pronuncia dell'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive (che ha tolto l'obbligo della tessera di fidelizzazione inizialmente richiesta per l'acquisto dei biglietti). Poco più di 24 ore e per i sostenitori giallorossi sarà nuovamente tempo di macinare chilometri, per un amore che non ha prezzo