Alla vigilia del confronto con Messi, lo scorso aprile, Chris Smalling esagerò un po' con le dichiarazioni della vigilia: «Non l'ho mai incontrato direttamente. Ma non sarà un problema. Anzi, lo aspetto: fatti sotto». Gli stessi suoi tifosi gli consigliarono maggior prudenza e infatti finì male per lo United: tra andata e ritorno il risultato "aggregate" fu di 4-0 per il Barcellona e Messi di gol ne segnò due (al ritorno). Ma Smalling fece capire alla "Pulce" che non aveva alcuna paura ad affrontarlo dopo pochi minuti della gara d'andata quando gli contese un pallone con una veemenza tale che prima lo colpì a un orecchio con la spalla e, ricadendo, con una manata proprio sul naso. Travolto da quella montagna umana, Messi rimase un paio di minuti stordito, si rialzò col naso sanguinante ma continuò a giocare.

Christopher Lloyd Smalling detto Chris compirà 30 anni il prossimo 22 novembre e tra tutti i difensori tenuti d'occhio da Petrachi è quello che sulla marcature offriva le migliori garanzie. Dati Wyscout alla mano, la sua percentuale di duelli difensivi vinti nelle 33 partite giocate lo scorso anno (per un totale di 3158 minuti) è stata superiore a quelle di Alderweireld, Nkoulou, Mustafi e Lovren. Ne vince 3 su 4 (il 76%). In tutta la Premier League, tra i difensori comunemente utilizzati, solo van Dijk ha una percentuale superiore (79%). E a dispetto dell'altezza e della stazza (194 cm per 81 chilogrammi) è anche piuttosto veloce: ieri Espn ha fornito dei dati di recenti test di velocità dello United, dietro gli attaccanti (Lukaku su tutti), il più veloce della rosa era proprio Chris. Rapido, esperto, bravo in marcatura: è il profilo che cercava Fonseca. Difetta però in impostazione. Tra tutti i profili over 28 delle cinque principali leghe europee con valori di mercato inferiore a 30 milioni (la valutazione del giocatore è sui 20) ce ne sono diversi con percentuali di precisione dei passaggi superiori alla sua (88%): impostano meglio Pezzella e Palomino, Acerbi e Bartra, Thiago Silva e Nkoulou, Papastathopoulos e Sergio Ramos. Però Chris ha percentuali migliori di Chiellini e Fazio, se è per questo. Tutto, insomma, è rapportato. Il suo difetto maggiore, semmai, è nel lancio lungo. Lì la sua percentuale cala in maniera inesorabile: dei 50 profili monitorati con quella selezione, è addirittura l'ultimo, con una percentuale dei lanci arrivati a buon fine che si ferma al 40%.

Dal punto di vista personale, invece, ha fatto discutere il suo matrimonio (in Italia, sul lago di Como) con Sam Cooke, un'ex ragazza copertina del Sun (di quelle che troneggiano per tradizione a pagina 3 dello storico tabloid inglese), una che entrerà di diritto nel novero delle wags di maggior fascino di casa giallorossa. Vegano convinto, ritiene che rinunciando alle carni si recuperi meglio dopo un infortunio. Nel Manchester United ha accumulato solo in Premier League 202 presenze (segnando 12 gol), con la Nazionale vanta 31 presenze (e un solo gol, in amichevole al Portogallo). Ha vinto due volte la Premier League, 4 volte la Supercoppa inglese (Community Shield), 2 coppe nazionali e una Europa League (con Mourinho, nel 2017). Lo scorso anno ha accumulato 24 presenze in campionato. Nella scorsa edizione della Champions League ha giocato due volte contro la Juventus, nel girone di qualificazione, sommando una vittoria (allo Stadium) e una sconfitta ad Old Trafford. Nella sua carriera ha giocato anche 47 partite da terzino destro. Fu acquistato dal Manchester mentre giocava nel Fulham, per otto milioni di euro.