A due settimane dall'inizio del campionato e tre dalla fine del calciomercato, sono ancora molte le squadre che hanno bisogno di concludere operazioni importanti, sia in entrata, sia in uscita. Nell'estate dei "no", i rifiuti incassati dalla Roma hanno fatto scalpore (Conte, Gasperini e Barella ad esempio), ma il "due di picche" l'ha fatta da padrone anche altrove. La Juventus, ad esempio, ha dovuto rinunciare a Lukaku e ai soldi del Manchester United perché Dybala prima e Mandzukic poi non hanno ceduto alla corte dei Red Devils. Altri milioni sono stati persi perché il Benfica ha rispedito a Torino Mattia Perin dopo le visite mediche di rito. Il Napoli, nonostante l'accordo totale con il Lille, ha visto sfumare proprio sul più bello Nicolas Pepé che ha preferito le sterline dell'Arsenal alla possibilità di giocare in Champions League con la squadra allenata da Carlo Ancelotti. Assediata dalle proposte di agenti e intermediari, anche la Roma ha sfoderato spesso l'arma del rifiuto, bocciando categoricamente o rimandando diversi profili finiti sulla scrivania dei dirigenti e dello staff tecnico.

Non attacca

Nota a tutti gli operatori di mercato, e a ogni latitudine, la necessità di prendere un difensore centrale e uno o due attaccanti ha incoraggiato numerosi intermediari. Prima della chiusura del mercato inglese e dell'apertura della trattativa con il Bayern Monaco, che ha virato su Ivan Perisic dopo l'ufficialità della rottura del crociato di Sané, il croato è stato offerto anche alla Roma a 25 milioni di euro. La risposta di Petrachi è stata un no secco e categorico, più per questioni tecnico-tattiche che per motivi economici. Circa tre settimane fa, un intermediario ha proposto anche lo svincolato Daniel Sturridge.

L'esito è stato lo stesso: niente da fare. Cassata subito anche l'opzione Welbeck, accasatosi poi a parametro zero al Watford. Durante i colloqui con il Monaco, Petrachi ha avuto modo di parlare di Radamel Falcao, ma la pista non è mai decollata anche per le preoccupazioni di natura fisica. Meno tranchant è stato il giudizio su Fernando Llorente. Proposto a numerose squadre europee a parametro zero, lo spagnolo non è stato del tutto bocciato, ma per ora si è stabilito di non piazzare l'affondo decisivo, dando la priorità a piste più prestigiose come quelle che conducono a Gonzalo Higuain e Mauro Icardi, ma non solo. Dopo il trasferimento di Stephan El Shaarawy allo Shanghai Shenhua, gli agenti di Yacine Brahimi lo hanno proposto invano come erede del Faraone. Svincolatosi una settimana prima dal Porto, l'esterno algerino si è poi accasato all'Al Rayyan, unico club disposto a pagare le ricche commissioni e l'ingaggio richiesti dagli intermediari.

Parola alla difesa

Prima dell'arrivo di Pau Lopez, altri portieri sono stati offerti a Trigoria. In più di un'occasione, ad esempio, è stato proposto Perin ma il portiere della Juventus non ha mai convinto la dirigenza. Passando alla difesa, Dejan Lovren era stato offerto già a fine luglio e il verdetto finale era stato rinviato sia per i dubbi sulle condizioni fisiche del croato, sia perché non era stata ancora abbandonata l'idea Alderweireld. Ora il centrale del Liverpool, come detto, è tornato di moda ma la situazione è ancora in divenire. Poco più di un mese fa, Leo Pereira dell'Athletico Paranaense non ha convinto fino in fondo Petrachi, al pari di Igor Rabello dell'Atletico Mineiro, proposto più di recente. Prima del suo trasferimento dall'Inter alla Cina, anche Miranda è stato rifiutato dalla Roma.