Habemus Bond. Che non è James, ma è comunque propedeutico per immaginare una Roma con la voglia di rimanere competitiva a breve e medio termine pur in mancanza, dopo cinque anni, della qualificazione alla ricchissima Champions League. La società giallorossa, dopo averlo preannunciato telefonicamente nella giornata di mercoledì, lo ha ufficializzato nella notte tra mercoledì e giovedì con un comunicato che ha certificato un'operazione di cui si sussurrava da un po' di tempo come inevitabile conseguenza per potersi garantire una nuova liquidità e diminuire il tasso di interesse.

In termini semplici si deve parlare di una ristrutturazione del debito che la società giallorossa, anzi la «MediaCo» società controllata dalla Roma, aveva contratto nel 2015 con Goldmann e Sachs, debito di cui erano rimasti da pagare circa 210 milioni (attraverso una serie di rate che si sarebbero esaurite entro il 2022). Tutto azzerato, si riparte dall'inizio con un debito ovviamente salito ma una scadenza che sarà procastinata di qualche anno (ancora non si sa di quanti).

Come spiegato, appunto, nel comunicato: «Il Consiglio di Amministrazione di A.S. Roma S.p.A. ha approvato un'operazione avente ad oggetto il possibile rifinanziamento ad oggi esistente in capo alla controllata ASR Media and Sponsorship S.p.A. ("MediaCo"), mediante l'emissione di un prestito obbligazionario non convertibile del valore nominale complessivo fino ad un massimo di 275 milioni di euro, riservato ad investitori qualificati e da quotarsi su un mercato regolamentato dell'Unione Europea. L'operazione è finalizzata a rifinanziare il debito esistente in capo a MediaCo, anche ottimizzandone la struttura e la scadenza, e dotare la Società di risorse finanziarie per la propria attività. I termini del Prestito Obbligazionario saranno determinati sulla base delle opportunità offerte dal mercato e saranno comunicati non appena definiti...».

In soldoni la Roma ristruttura il debito che sale a 275 milioni ma potendo contare su due vantaggi che ottimizzano, dicono così, la questione: la scadenza sarà procastinata di almeno due-tre anni e, soprattutto, il tasso d'interesse che, considerando le condizioni migliori del mercato rispetto a quando fu contratto il precedente prestito con Goldmann, sarà parecchio inferiore rispetto all'oltre sette per cento attuale (la cifra esatta ora non si può definire con esattezza, ma tutto fa ritenere che sarà inferiore al cinque per cento).

Ora gli uomini amministrativi della società giallorossa faranno un tour europeo nelle varie piazze borsistiche per illustrare il loro piano contando di trovare investitori istituzionali che garantiscano i 275 milioni richiesti. Da questa cifra c'è da dire che bisognerà scalare i rimanenti 210 milioni del precedente prestito. Questo vuole dire che nelle casse giallorosse entreranno oltre sessanta milioni per le spese correnti della società, una cifra che in un periodo di mercato, potrebbe davvero fare comodo (anche se non ci risulta ci sia l'intenzione di spenderla tutta e subito).

La scelta di emettere un Bond, ma chiamatelo pure prestito obbligazionario, non è certo inedita nel nostro calcio dove, oltre alla Roma, in un recente passato è stata fatta anche dall'Inter (per trecento milioni complessivi) e un anno fa dalla Juventus nel momento che si concretizzò la possibilità di acquistare Cristiano Ronaldo, come poi successo. Il club bianconero chiese al mercato una cifra intorno ai centocinquanta milioni poi salita a centosettantacinque per la grande richiesta arrivata.