Silenzio: ora parlano i fatti. Di chiacchiere intorno al nome di Nicolò Zaniolo ne sono circolate tante, fin troppe da certi punti di vista. Il mercato è entrato nel vivo ed era prevedibile che il fantasista giallorosso dopo la sorprendente stagione d'esordio in Serie A sarebbe stato al centro dell'interesse di vari club. Chi ne cura gli interessi garantisce che nella testa del ragazzo c'è soltanto la Roma. E in effetti l'ultimo atto di questa lunga pausa da Trigoria sembra confermare il senso di marcia del talento. Ieri è stato reso noto il passo del giocatore, che ha preferito rinunciare agli ultimi giorni di ferie per mettersi a disposizione di Fonseca in anticipo rispetto al previsto.

Era atteso per lunedì 22, rientrerà già in questa settimana, giovedì 18. Un gesto simbolico, ma anche pratico per chi come lui ha affrontato impegni agonistici fino all'ultima decade di giugno con la nazionale Under 21 (l'ultima gara degli azzurrini all'Europeo di categoria è stata il 22, ma lui era squalificato e ha giocato tre giorni prima).

Mentre si godeva il riposo estivo, Zaniolo è stato chiamato in causa a distanza, durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo direttore sportivo Petrachi, che nei suoi confronti non ha lesinato bastone e carota: «Il contratto ce l'ha, la società dovrà adeguarlo e sa che va trattato come un giocatore importante: si fa presto però a rendere miti giocatori che hanno appena fatto poche presenze in Serie A. Dobbiamo tenerlo coi piedi per terra, perché alla sua età si tende a perdere il lume. È un giocatore che ha avuto un exploit importante senza un finale all'altezza. Serve umiltà e lavoro per diventare un top».

Messaggio che evidentemente è arrivato a destinazione, perché Nicolò ha deciso di rientrare in anticipo, proprio come farà Diawara che nella stessa occasione era stato elogiato dal ds per lo spirito di sacrificio e la voglia di arrivare prima del previsto. Peraltro nei giorni scorsi - quando le voci sull'interesse di Juventus e Tottenham nei confronti del numero 22 si sono fatte più intense - il suo procuratore Vigorelli ha tenuto a gettare acqua sul fuoco. «Non è mai stata fatta pressione alla Roma o da parte della Roma per il rinnovo del contratto - ha scritto l'agente su Instagram - Petrachi ha già avuto modo di esprimere anche pubblicamente la stima per Nicolò. È un patrimonio della Roma, che ha creduto prima di tutti nel suo talento e come tale dovrà essere preservato. Ad oggi, per quel che ci riguarda nessuna trattativa è in corso con alcuna società internazionale o italiana».

Ma nelle ultime ore il pressing sul ragazzo da Inghilterra e Italia è proseguito e i trecentomila euro dell'attuale ingaggio lo rendono facilmente corteggiabile. Almeno fino a un rinnovo che la Roma non può rimandare troppo.