Mancava, Giacomo Losi, sui muri di Roma. Da martedì c'è anche lui, assieme agli altri capitani che si sono guadagnati un posto nel grande museo a cielo aperto della Capitale: Totti, De Rossi, Di Bartolomei. L'opera porta la firma di Collettivo FX, progetto di street art nato a Reggio Emilia, ed è stata realizzata in un luogo emblematico: un muro del centro sportivo della ASD Nuova Valle Aurelia, scuola calcio di cui il presidente è proprio Losi. Un'immagine in bianco e nero si staglia su un fondo rosso: è uno dei colpi di testa più emblematici della storia della Roma, sicuramente il gol più famoso del capitano giallorosso, una rete che lo consacrò per sempre come "Core de Roma".

Giacomo Losi a colloquio con Collettivo FX prima della realizzazione dell'opera

Una scritta sul murales indica una data: 8 gennaio 1961. Quel giorno all'Olimpico si giocava Roma-Sampdoria e Losi, con uno stiramento, rimase in campo. Era già uscito Guarnacci, i cambi non esistevano, meglio mettersi in disparte e provare in qualche modo a essere utili. Eccome, se lo fu: sul 2-2, i difensori blucerchiati se lo dimenticarono su un calcio d'angolo. Come vuoi che possa segnare un difensore di statura non proprio imponente e per di più infortunato? E invece la palla arrivò proprio a lui, che la spinse dentro di testaPochi giorni prima Walter Chiari, in tv, lo aveva introdotto dicendo "Ecco er còre de Roma, Giacomo Losi!". Da quel giorno lo fu per sempre.

L'opera è realizzata all'interno del centro sportivo della Nuova Valle Aurelia

Losi c'era anche martedì, quando Collettivo FX ha realizzato un muro che sarà visto da migliaia di ragazzini per i prossimi anni. «È arrivato prima di noi, di prima mattina, e ci aspettava», racconta Tiziano Tancredi, romano, curatore del progetto. «Mentre eravamo lì il figlio di Losi ci ha raccontato che aveva trovato un tifoso che per due ore lo ha aspettato per farsi autografare dalle foto. E poi Antonio Russo, presidente della scuola calcio, ha aperto una busta proveniente dalla Polonia con altre foto che un estimatore straniero chiedeva di poter ricevere indietro firmate». Segnali tangibili di una memoria che, in un calcio sempre più lontano da quello di "Mino", o "Omino", come lo chiamavano, continua il suo corso e da adesso passerà anche dai muri.

Collettivo FX al lavoro sul murales di Losi

Così Collettivo FX ha raccontato la giornata: «Losi è un gigante, anche umanamente. Ci siamo subito dimenticati che è un ex calciatore. Ci ha parlato del suo paese natale, Soncino, di quando c'era la guerra... Nel nostro immaginario non c'era un ex calciatore che ti parla del padre deportato, messo nei campi di lavoro, scappato e tornato col treno dalla moglie che nemmeno lo riconosceva. La conversazione che abbiamo avuto servirà anche a realizzare un'altra opera a lui dedicata, proprio a Soncino: quando Losi l'ha saputo, gli sono brillati gli occhi».

Un'altra immagine scattata martedì a Valle Aurelia

L'opera in una delle prime fasi di pittura