AS Roma

Gasperini vs Sarri: una sfida tra decani

Sono gli allenatori più esperti della Serie A, dalla gavetta all’Europa League. Proprio da una vittoria contro il toscano nel 2016, Gian Piero diede il via al miracolo Atalanta

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Lorenzo Latini
16 Maggio 2026 - 07:00

Sono due emblemi (seppur diversissimi tra loro) del calcio propositivo, votato all’attacco, eppure il primo incrocio tra Gian Piero Gasperini e Maurizio Sarri è terminato 0-0. Era il 29 ottobre 2005, in Serie B, e allo Stadio Scida il Crotone di Gasp impattava contro il Pescara, allenato dal collega toscano. L’attuale tecnico giallorosso si aggiudicava invece la gara di ritorno, in Abruzzo, vincendo 2-1 il 25 marzo 2006. Da allora sono passati vent’anni, e ne è passata di acqua sotto ai ponti: domani, nel derby che coincide con l’ultima gara casalinga della stagione per la Roma, i due allenatori si affrontano per la ventitreesima volta. Gasperini coltiva ancora la flebile speranza di un posto in Champions League, a Sarri non è rimasto praticamente nulla da giocarsi, dopo il ko in finale di Coppa Italia. Il bilancio dei precedenti è in perfetto equilibrio, con 7 vittorie a testa e 8 pareggi. 

Un successo che di certo Gasperini ricorda con grande piacere è quello del 2 ottobre 2016, perché arrivato in un momento cruciale della sua carriera. Approdato all’Atalanta dopo la seconda, ottima avventura al Genoa, Gian Piero ebbe un inizio difficile, con soli 3 punti nelle prime 5 giornate. Poi il successo allo Scida contro il “suo” Crotone, ma soprattutto l’1-0 contro il Napoli di Sarri (con gol di Petagna) sbloccarono la Dea, che di lì a poco divenne la sorpresa del campionato, tanto da raggiungere il quarto posto finale e la qualificazione all’Europa League per l’anno seguente. Quel successo sugli azzurri si rivelò decisivo per far scattare una molla all’interno della squadra (capace di vincere anche al ritorno al San Paolo, 2-0 con doppietta di Caldara). Altro successo prestigioso di Gasp su Sarri è quello nei quarti di Coppa Italia 2017-18, un 2-1 in trasferta con gol di Castagne e del Papu Gomez. 

Poi, man mano che l’Atalanta cresceva fino ad attestarsi come una realtà importante del calcio europeo sotto la guida di Gasp, Sarri ha tentato anche la fortuna all’estero: al Chelsea l’avventura è stata breve e piuttosto tumultuosa a causa dei rapporti non idilliaci tra tecnico e squadra, ma è arrivata comunque la vittoria dell’Europa League, battendo in finale l’Arsenal dello “specialista” Emery. La gavetta nelle serie minori e nelle realtà di provincia non è infatti l’unico tratto ad accomunare i due: nel 2024 Gasperini ha vinto a sua volta il trofeo, compiendo una delle più grandi imprese del calcio moderno; il 3-0 con cui la sua Atalanta ha polverizzato il Bayer Leverkusen (fino a quel momento imbattuto in stagione e fresco campione di Germania) è stata un’autentica masterclass, a corredo di una cavalcata epica.

La sfida tra Gasp e il laziale è anche quella tra i due tecnici più esperti al momento in Serie A: 68 anni per il romanista, 67 per il suo rivale, che però quasi la metà delle panchine nel massimo campionato italiano (330, a fronte delle 635 di Gian Piero). Due scuole di pensiero, due modi di interpretare il calcio diversi, comunque all’attacco, anche se i numeri difensivi quest’anno sembrano smentirlo: la Roma, con 31 gol al passivo, ha la terza miglior difesa della A insieme all’Inter; i biancocelesti di gol ne hanno presi 37, e sono gli ottavi meno battuti. Da quel primo confronto sono passati ventuno anni, ma i due si ritrovano di fronte ancora una volta domani; ammesso che Sarri decida di presentarsi, smentendo così le sue precedenti dichiarazioni. In ogni caso, sia che il collega venga sia che resti a casa, l’auspicio è che Gasperini abbia la meglio, come già accaduto all’andata. Tutto il resto, come cantava il grande Califano, è noia.

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